PECHINO, DOMENICA 29 luglio 2001

 

Siamo a Piazza Tienanmen al 96° giorno su  96 previsti.

 

Gaobeidian - Pechino   di km. 100  (11605)

 

Piazza Tienanmen, ore 12. Siamo frastornati dall'accoglienza, dai festeggiamenti, dalla gente dai fotografi. E' difficile esprimere, in questi momenti,  le emozioni personali, é impossibile descrivere quelle degli altri. Questa é, dunque, la pura cronaca. Poi seguirà il pensiero di ciascuno.

 

Ieri ci sono stati, come anticipato, problemi di comunicazione, anche con gli amici di TV Bassano e della Fondazione Etica ed Economia che ci sono venuti ad accogliere. Cellulari bloccati, linee fisse non abilitate a chiamate internazionali; solo il satellitare funzionava, ma non siamo riusciti a comunicare con l'albergo a Pechino perché avevamo un numero errato. Abbiamo perso un sacco di tempo per niente e così dobbiamo risolvere oggi i problemi rinviati ieri.

Stamattina le comunicazioni sono ancora bloccate e partiamo per Pechino con qualche interrogativo da chiarire. Il nostro autobus non può raggiungere l'albergo né il centro di Pechino perché zona vietata alle auto con targa diversa da quella della capitale. Gli amici di TV Bassano devono venirci incontro ma non possiamo comunicare loro ora e itinerario preciso.

E' quindi con  grande gioia e con un bel sospiro di sollievo che li abbracciamo quando li incontriamo, a 30 km. da Pechino. Loro hanno un autista che parla inglese e sa come risolvere i nostri problemi. A 18 km. da Piazza Tienanmen noleggiamo un altro autobus locale, facciamo l'ennesimo trasloco (!!). Salutiamo con un po' di commozione Lee guida e Lee autista: siamo stati insieme 35 lunghi giorni e loro ripartono subito per Urumuqi, 5 giorni di viaggio.

Finalmente partiamo per piazza Tienanmen, dietro al minibus dei nostri amici che ci possono riprendere con la telecamera. Sarà un crescendo di emozioni lungo le piste ciclabili che portano a questo spazio infinito che é la Piazza.

Ci accolgono dei giornalisti cinesi di un agenzia di stampa governativa e questo ci permette di godere di questo maestoso spazio oltre le nostre speranze.

Ci sono le foto di rito, la passeggiata sotto l'effige di Mao, le pose con le centinaia di curiosi che subito si affollano intorno, ma soprattutto c'è una enorme emozione che strappa molte lacrime a questi signori di mezza età che si sono avventurati in questa impresa un folle.

Ci abbracciamo commossi davanti a centinaia di occhi cinesi increduli.

Inizia ora il momento dei consuntivi, ognuno inizierà a ripercorrere il proprio viaggio ed a cercare di rivivere le emozioni e le sensazioni vissute; ci vorranno moltissimi giorni per scoprire questo enorme tesoro che ci portiamo dentro. Di seguito alcune riflessioni a caldo:

 

GENESIO - 29/07/2001 - arrivati !!!

Spaziosa Cina, troppa manodopera, scarsa inventiva.... 

 

GIANMARIA

Difficile dare un giudizio su questo lunghissimo viaggio. Vari stati, varie civiltà, vari modi di vivere.

Per ognuno di questi stati bisognerebbe solo parlare, non giudicare.

Visi felici, visi rassegnati, espressioni di chi non ha più niente da sperare. Per questi ultimi, nel mio animo, auguro un futuro migliore di quello che si aspettano e spero, con il nostro passaggio, di aver portato anche un di speranza.

 

NILO

Eccoci alla fine della nostra corsa, siamo a Pechino. Dopo circa 12000 km e 96 giorni di fatiche siamo alla fine. Dodici paesi attraversati, conoscendo un po’ i loro costumi, i modi di vivere. In alcuni di essi è la povertà che ti colpisce di più, la lentezza della bicicletta dà modo di vedere, osservare in maniera particolare. Devo dire che ce lo siamo meritato, Pechino non è stato certamente un viaggio facile, ma ce l'abbiamo fatta. Ce l'abbiamo fatta per noi stessi, per tutti quelli che ci hanno aiutato, per le nostre famiglie, per tutti quelli che ci hanno seguito in internet e scritto, e perché no, anche perché siamo stati fortunati ( poco però).

Ce l'abbiamo fatta anche perché nonostante tutto siamo riusciti e rimanere un gruppo unito, credetemi non è facile rimanere assieme per così lungo tempo dieci persone.

Vorrei salutare un nostro amico, componente del gruppo, Alberto Fiorin. Una caduta al primo giorno l'ha fermato, sono certo che ha pedalato accanto a noi in tutti questi giorni, se non fisicamente, idealmente con cuore, sofferenza (certo più di noi) e tanto altro.

Siamo partiti in dieci da Venezia e siamo arrivati in dieci a Pechino.

 

ANTONIO T.

Se solo pochi mesi fa avessi pensato che oggi sarei stato qui avendo attraversato 13 stati e percorso circa 12.000 km in bicicletta, avrei detto che stavo vaneggiando.

Oggi posso dire che abbiamo  coronato ciò che per tanti è stato solo un sogno.

Ed è stato entusiasmante aver potuto incontrare popoli così diversi dalla nostra cultura.

Non è facile esprimere oggi i nostri sentimenti, penso che solo tra un po’ di tempo potremo assaporare la portata della nostra impresa. Sì di impresa si tratta perché il pedalare è stata la cosa più facile, meno lo erano le condizioni ambientali (le più varie) e quelle logistiche.

Colgo l'occasione per ringraziare i miei amici fondatori del Pantony club, che con il loro appoggio morale  mi hanno aiutato a superare i momenti difficili; i signori Brunello ed i colleghi e tutti quelli che mi hanno seguito da casa. Chiudo dedicando questa impresa a mio papà, che sono sicuro oggi sarebbe orgoglioso di me.

 

ALBERTO L.G.

Piazza Tienammen, cominci a chiederti quando arriverà e scopri che ci sei in mezzo... questa avventura è sempre stata così; fin dall'inizio ci ha preso e ci ha trascinato in questa affascinante esperienza quasi senza lasciarti il tempo di riflettere sulla portata effettiva di quanto stavamo facendo.

Fino a due anni fa non avevo mai fatto più di dieci km in bicicletta, non avevo mai considerato il ciclismo. I racconti di Alberto Fiorin, però, mi affascinavano, mi ha insegnato lo spirito del cicloturista, a soffrire su quella maledetta sella che non si adatta mai al tuo culo, ad ascoltare il fruscio delle pedivelle, il brivido di una discesa e l'emozione di scollinare in vetta.

Viaggiare in bici vuol dire riequilibrare il rapporto spazio-tempo; non puoi avere fretta, devi darti il tempo necessario per avanzare quotidianamente su distanze che in auto potresti percorrere in un paio d'ore, vuol dire essere dentro l'ambiente che attraversi per un tempo lungo, vuol dire adattarsi ad ogni condizione ambientale ed entrare profondamente in contatto con luoghi e persone.

Grazie Alberto.

Ringrazio anche tutte quelle persone incontrate durante il viaggio che ci hanno dimostrato interesse e curiosità. Abbiamo avuto contatti umani indimenticabili che ci hanno avvicinato a popolazioni diverse con esperienze che riusciremo a gustare pienamente solo fra qualche tempo.

 

ALDO

Devo confessare che il mio primo sentimento, dentro a Tienanmen, é stato il senso di liberazione da un'ossessione, quella che per 95 giorni mi sono portato dentro e cioè che qualcun altro cadesse, che qualcun altro si facesse male o  stesse male. Lo shock della caduta del primo giorno non é più passato, ed é sparito solo oggi, appoggiando i piedi sulle pietre di Tienanmen. E occasioni di rischio o di pericolo ne abbiamo avute veramente tante, in 95 giorni, 12.000 chilometri, non solo per la strada e il traffico, ma anche per l'affaticamento, l'alimentazione, lo stress. Ci é andata bene, ma tanto bene, é stata quasi una violazione alla legge fisica dei grandi numeri. Non basta la fortuna a giustificarla, forse neanche S. Antonio. O forse semplicemente la fortuna ci ha restituito, diluendolo in 95 giornate, quello che ci ha preso il primo giorno.

Poi ho provato un  sentimento di gratitudine. Un "grazie al cielo", ma anche a moltissime persone. Ai compagni d'avventura (spero d'averlo espresso bene con un caldo abbraccio a ciascuno di loro) Enzo, Alberto e Alberto, Antonio e Antonio, Nilo e Genesio, Gianmaria e Giovanni e a tutti quelli che ci hanno consentito di vivere questa grande esperienza (sponsor, familiari, amici, datori di lavoro, ma non solo loro).

E poi ancora una grande  soddisfazione. Con la caduta di Alberto Fiorin, mi son sentito, forse con un po' di presunzione, caricato della responsabilità del successo della spedizione, ed ho vissuto alcune scelte importanti (prese, comunque, assieme a tutto il gruppo) con una certa apprensione pensando sempre e soltanto che l'obiettivo finale era quello di arrivare tutti e bene a Pechino. Ho mortificato anche il  mio orgoglio di ciclista rinunciando in alcune occasioni a pedalare per portare a termine questo compito. La felicità dei miei compagni, degli sponsor e di tutti quelli che hanno creduto in noi é stata per me la ricompensa più gratificante. Il vedere piangere di gioia alcuni di noi e l'accoglienza che ci hanno riservato Andrea Pizzato, il direttore Alessandro Tich, Fabio il cameraman e il dott. Chiminazzo sono state per me più importanti di qualsiasi altra soddisfazione, sportiva o extra sportiva.

Qualcuno si chiederà quali siano, dentro di me, la mia gioia, i miei pensieri.

Beh, vorrei poterlo raccontare, ma non ci riesco, non l'ho ancora chiaro. Certo, dopo aver provato i  sentimenti di liberazione, gratitudine e soddisfazione, guardandomi intorno, guardando i miei compagni, la gente, la piazza e il suo spazio immenso, lentamente mi son reso conto che eravamo tutti lì, in Tienanmen, sani e salvi, felici, ognuno con un suo sogno particolare realizzato. Ma la gioia vera non é esplosa  e non può che essere così, penso. Dentro di me ho un caos di immagini, ricordi, sensazioni, suggestioni, volti incontrati o solo intravisti, sguardi di donne sui campi o di ragazzi lungo la strada, paesaggi di montagna e di deserto, monumenti e città magiche, momenti di grande fatica, talvolta di dubbio e di sconforto (vedi primo giorno). Tutto questo e altro ancora mescolati insieme come in un caos primordiale. Solo il tempo, credo, lentamente, libererà la ricchezza che questa esperienza mi ha dato. Un filtro inconscio renderà via via più flebili i ricordi negativi e porterà alla luce, giorno dopo giorno, anno dopo anno, anche la più piccola emozione, anche il più breve momento di felicità, il più semplice gesto di amicizia. E' una gioia, una grande gioia che si libererà, lentamente, progressivamente dal serbatoio inesauribile che é dentro ciascuno di noi.

 

GIOVANNI

Sono in Piazza Tienanmen. La piazza che da tre mesi era nella mia mente. Qui termina la spedizione ciclistica che per 12.000 km. mi ha portato a passare per paesi di culture e modi di vivere molto diversi.

Guardo i compagni di viaggio. Ci stringiamo la mano, ci abbracciamo e noto che tutti hanno gli occhi lucidi. Più di qualcuno non riesce a trattenere le lacrime. Scorrono nella mia mente, in questi istanti, tutte le difficoltà passate nell'avventura. Dal freddo dei primi giorni al caldo torrido nei pressi di Turfan. Dai problemi alle frontiere a quello dei mezzi. Il vivere assieme.

Pedalando in questi tre mesi ho avuto il tempo di pensare, di vedere, di capire molte cose e di amare di più la libertà e la vita.

Ringrazio i compagni di viaggio, la moglie, perché con il loro sostegno morale mi hanno dato la possibilità di finire questa avventura.

 

 

ANTONIO G.: non pervenuta (appena pronta la pubblicheremo)

 

ENZO: non pervenuta  (appena pronta la pubblicheremo)

 

MAURIZIO (sponsor e nostro compagno di viaggio per gli ultimi dieci giorni)

Ho un rammarico ed un dispiacere: di non essere partito con loro da Venezia, il 25 aprile, ed avere fatto con loro solo l'ultima parte della Cina.

Se c'ero forse Fiorin non cadeva, o forse tutti cadevano. E' andata così. E così va bene.

Ho assaporato toccando con mano quello che pensavo succedesse ogni giorno, con la differenza di viverli realmente. Quello che ha fatto questo gruppo é "pura" passione sportiva, e questa, oltre al coraggio, tenacia ed  volontà, mi ha convinto ad appoggiarli economicamente, oltre che a vivere questa esperienza in prima persona.

Non possiamo ancora avere la sensazione e la portata dell'importanza di questa impresa, ma di certo sapremo che la storia ne parlerà.

 

 

Il numero di telefono dell'albergo, precedentemente comunicato, é errato.

Il numero esatto: 0086 10 63016688 (Quian Men hotel, si legge Cianmen hotel).

I numeri di camera: 3023 (Antonio Toniolo e Giovanni ); 3029 (Antonio Gonzo ed Enzo); 3046 (Alberto ed Aldo); 3060 (Genesio e Nilo); 3066 (Gianmaria e Maurizio).

 

Il punto tecnico

 

Partenza: ore 7. 10     Arrivo: ore 12.15  

Tempo di corsa: 4h 23m    Media: 23.5 km/h   

Km. di tappa:  100

Km. totali: 11605