Shijiazhouang , venerdì 27 luglio 2001

 

94° giorno dalla partenza su 96 previsti, DUE giorni a Pechino

 

Handan -  Shijiazhouang   di km. 42  (11297)

 

E'  destino, evidentemente, che dobbiamo guadagnarci fino alla fine la gloria di Piazza Tienammen. Anche la tappa di oggi é tribolata e smentisce le nostre previsioni su un'ultima settimana di gioiosa corsa verso Pechino. Le piogge continuano copiose e trovano condizioni ambientali urbanistiche inadeguate a smaltirle. I centri abitati sono inondati, con blocco parziale del traffico, auto e camion bloccati in mezzo a vie che somigliano a canali veneziani.

Stamattina piove ancora, come ieri, come tutta la notte. Rinviamo la partenza per due volte, poi, per uscire da Handan, ci facciamo guidare da un taxi perché anche l'autista del nostro bus e la guida non conoscono la città. Ma ad un certo punto, tra una via inondata e un'altra, si perdono i contatti tra taxi e bus e passa quasi un'ora prima di ristabilirli. Poi il bus si blocca due volte nell'acqua e l'autista deve aprire il motore per sistemare il filtro dell'aria. Poi si ferma il taxi, che viene anche tamponato prima da una bicicletta poi da un camion per fortuna senza conseguenze per i passeggeri.

Insomma, uno stillicidio di inconvenienti, tutti e sempre sotto la pioggia. Quando abbiamo preso il ritmo e sembriamo avviati verso una prosecuzione regolare della tappa, troviamo un'interruzione sulla G 107, causa allagamenti, con deviazione obbligatoria verso l'autostrada.

Continua a piovere e il vento é contrario, impetuoso, tanto che vediamo tutto il granoturco piegato  e qualche albero abbattuto sulla strada. In autostrada, però, non ci fanno entrare in bici, e ci consigliano un'ulteriore deviazione più a est, per una stradina di campagna. Il  bus ci precede fino alla deviazione indicata. Vediamo una specie di  "torrentello" fangoso e maleodorante, che corre in mezzo ad alcune case: ci dicono che é quella la stradina di campagna. Non castigati sufficientemente dall'imprudenza di due giorni fa, quando il nostro furgone si é piantato in situazione analoga, proseguiamo con la bici immersa nell'acqua fino al movimento centrale, a volte più, a volte meno. La stradina che corre in mezzo alle casupole di campagna é diventata torrente e fognatura insieme e questa situazione di 'full immersion' in quella fanghiglia non ci va proprio. Procediamo così per quattro chilometri senza renderci conto che la situazione sta sempre più peggiorando, anzi, qualcuno pure ci prova gusto: "Questa é vera mountain bike!". Vediamo Genesio, cento metri avanti, scendere dalla bici e procedere a piedi: l'acqua gli arriva a mezza coscia. Il furgone proprio non può passare e dobbiamo tornare sui nostri passi. Altri quattro chilometri da rifare in quelle condizioni! Giovanni ed Enzo filmano la scena, proprio mentre Antonio G. picchia su un sasso sotto l'acqua e finisce ingloriosamente nel "torrente".

Ritorniamo al casello autostradale dove ci eravamo fermati due ore prima ed abbiamo percorso solo una quindicina di chilometri. Sono le 15 e dobbiamo decidere: o ci fermiamo lì, trovando un albergo e avendo domani 70 km. da recuperare, o dobbiamo percorrere l'autostrada, ma in bus. Cerchiamo un hotel, pensando che in due giorni possiamo farcela lo stesso ad arrivare a Pechino, ma non c'é om bra di alloggio. A questo punto, pur a malincuore, non abbiamo scelta. Dobbiamo prendere l'autostrada, salendo tutti in autobus.

Continua a piovere e ancora una volta capiamo che i nostri 'fisici atletici' non sono nulla di fronte alla forza degli eventi naturali. Ieri la pioggia monsonica non ci ha fermato, oggi ci ha fermato una stradina di campagna diventata torrentello fognario.

In realtà, sia ieri che oggi, ciò che é in gioco é la sicurezza della spedizione, e ieri, forse, non era il caso di rischiare. Invece l'abbiamo fatto, proseguendo in alcuni momenti di traffico, pioggia, allagamenti, oltre il limite di sicurezza. Basti pensare che quando si procede su 30-40 cm. di acqua marron si va alla cieca perché non si possono vedere né sassi, né  buche, né tombini aperti. E basterebbe una sola di queste condizioni per rovinare la festa a tutti, proprio ora che siamo quasi alla fine.

E in queste due ultime giornate valuteremo molto attentamente ogni tipo di rischio.

  

Il punto tecnico

 

Foratura di  Genesio che è costretto a cambiare anche il copertone anteriore.

 

Partenza: ore 7.50     Arrivo: ore 17.45  

Tempo di corsa: 2h 47m    Media: 15.1 km/h  

Km. di tappa:  42

Km. totali: 11297