Huining, lunedì 16 luglio 2001
83°
giorno dalla partenza su 96
previsti
Lanzhou - Huining di km. 155
(9922)
Tappa più mossa del
previsto, continui saliscendi e un passo a 2150 metri, anche se partendo da
quote sopra i 1500 metri.
Abbiamo sempre viaggiato
in un ambiente che é difficile descrivere, un po' una Cappadocia
'rovesciata' (spiegherò perché), un po' una serraccata
di un ghiacciaio. Si tratta di una fitta ragnatela di
canyon, collegati e articolati sui quali la strada cerca un passaggio restando
sul bordo superiore, saltando da uno all'altro con dei ponti, scendendo ogni
tanto in mezza costa, in un paesaggio da fiaba. In Cappadocia
si vedono i camini di fata, e altre formazioni rocciose che si elevano dal
piano stradale. Qui le contorte formazioni rocciose, torri, terrazze, cavità,
le vediamo dall'alto, giù verso il fondo dei canyon e
qualsiasi pezzo di terreno pianeggiante, qualsiasi terrazza, grande o piccola,
é coltivata a ortaggi, granoturco, frumento, marijuana. E' uno spettacolo della
natura, parzialmente modificata dall'uomo. Ogni terrazza é raggiungibile
mediante sentierini arditi che i contadini percorrono
ogni giorno, pur provenendo da villaggi lontani anche chilometri. La marijuana,
ci dicono, viene coltivata legalmente, utilizzano i fusti intrecciati per
realizzare robuste corde, i semi per ricavarne olio medicamentoso e le foglie
verdi per un infuso corroborante. Alcuni ne fumano anche le foglie, ma la nostra
guida Lee ci informa che è sconsigliato ed è
pericoloso abusarne come fanno alcuni contadini dello Xinjiang.
Troviamo ancora i soliti
cantieri per la costruzione della nuova autostrada che ci costringono a circa
10 km di sterrato.
In salita la tappa si
movimenta, Aldo scatta dietro un camion, risponde un gruppetto di quattro cui
si aggiunge Genesio che inesorabile stacca tutti, escluso Aldo che resiste e
intanto dietro si accendono altre scaramucce. In breve così scolliniamo
molto più stanchi del solito ma forse più felici e
soddisfatti. Questi momenti aiutano a superare ogni tanto la noia o la nausea
della lenta pedalata cui siamo costretti per poter durare fino a Pechino.
All'arrivo
solita folla di curiosi cui é
difficile sottrarsi. Troviamo per la prima volta in Cina le mele. Ne compriamo
sei chili (cioé tutta la baracchina).
Il punto tecnico
Abbiamo deciso la
variazione del percorso: seguiremo la G 312 per Huining , Jingning, Yongde,
Pingliang, Qian Xian e Xi'an anziché quella
programmata per Wushan, Tianshui,
Baoji.
Nel primo giorno si é
rivelata una buona scelta perché ci sono state soltanto alcune brevi
interruzioni, una delle quali di 10 km. circa. Ma nel complesso la G 312 resta
discreta.
Cinque forature, tre di
Antonio G. (in testa alla classifica dei foratori) e
due di Aldo.
Il motivo é un'errata
scelta tecnica delle camere d'aria di ricambio che ha
portato Alberto dall'Italia. Sono troppo sottili e a contatto
con la parte interna dei cerchi, dove c'é il nastro copriraggi,
saltano dopo cinque minuti. Ne abbiamo fatto fuori tre, oggi in brevissimo
tempo. Basti pensare che appena cambiata una camera e finito di gonfiare la
gomma, il tempo di bere dalla borraccia prima di ripartire e sentiamo la stessa
gomma sgonfiarsi di colpo.
Partenza:
ore 6.10 Arrivo: ore 17
Tempo
di corsa: 7h Media: 22.1 km/h
Km. di tappa: 155
Km. totali:
9922