Yongdeng, venerdì 13 luglio 2001

 

80° giorno dalla partenza su 96 previsti

 

Wuwei - Yongdeng  di km. 164     (9657)

 

Ieri sera abbiamo abbracciato Alberto L.G. che ha fatto in tempo a raggiungerci a cena. Ci siamo raccontati un sacco di cose ma ecco le sue emozioni e sensazioni descritte direttamente da lui:

  "Venezia - Francoforte - Pechino - Lanzhou 12.000 km, 14 ore di volo in 4 aerei diversi, 6 ore di fuso orario.

Ho sorvolato tutta la via della seta e mi sono trovato improvvisamente catapultato in Cina per percorrere in questa terza tappa gli ultimi 2500 km verso la meta finale.

Come ogni turista ero completamente frastornato, fuori dell'aereoporto è impossibile trovare qualcuno che sappia l'inglese, cercando un tassista che mi portasse a destinazione scopro che è difficile anche far leggere una carta geografica con i nomi delle città in inglese. L'impatto è duro, ti senti in un ambiente quasi ostile.

Tutto cambia quando ritrovo la mia carovana, ritrovo i ritmi del nostro viaggiare in bici, ritrovo il calore delle persone che incuriosite si sforzano di comunicare con noi, ritrovo l'armonia di questa splendida avventura.

Mi sento di poter affermare che una delle esperienze più preziose di questa spedizione viene dal buon contatto che si riesce ad instaurare con la gente e dalla profonda osservazione dell'ambiente che riusciamo ad avere in sella alle bici.

Ho capito che non siamo turisti, di sicuro non abbiamo il tempo per visitare tutte le opere che meriterebbero attenzione, siamo dei carovanieri, degli avventurieri che giorno per giorno conquistando con fatica ogni tappa viaggiando lentamente, stanno cercando di ritrovare quel dialogo e quello scambio di esperienze fra popolazioni diverse, che per secoli è stato degli antichi mercanti lungo la via della Seta.

Un inciso, non so se i miei cari compagni abbiano festeggiato più me o ciò che portavo. Il grana, lo speck, l'olio d'oliva, i giornali italiani, i racconti sulle ultime vicende... come in tutte le carovane verso la fine di un lungo viaggio inizia la nostalgia di casa".

 

Siamo nuovamente in otto a pedalare (Enzo pedala solo saltuariamente...), come dal secondo giorno di spedizione. Certo che se Alberto non avesse portato il grana e tutto il resto l'accoglienza sarebbe stata diversa! Scherzi a parte, qualcuno di noi, in cuor suo, pensava che Alberto portasse anche qualcos'altro, ad esempio la notizia che Alberto Fiorin ci verrà a trovare a Pechino. Ma ci rendiamo conto che gli chiederemmo veramente troppo.

 

Tappa dura quella di oggi, che il sole, la temperatura e il vento hanno però reso accettabile.

Non siamo più nel deserto, ma le vere montagne, come siamo abituati a pensarle, tardano a mostrarsi.

I primi chilometri ci hanno mostrato una Wuwei dal traffico impossibile, dallo smog elevato, da un concerto ossessionante di clacson. Qualche interruzione stradale (si sta costruendo la nuova autostrada) ci costringe a pedalare nella polvere sollevata dai camion e dalle corriere, poi, ai piedi della 'grande montagna' la strada comincia a salire. Il paesaggio qui é sorprendente: intorno a noi le oasi sono diventate una sola grande oasi, con tutte le tipologie di coltivazioni, ma sullo sfondo le montagne sembrano enormi dune di sabbia indurita. Più aride e nude ancora di quelle rocciose viste precedentemente. Ma la strada, fortunatamente, sale sempre di più e dai 1400 metri di Wuwei ci troviamo presto sui 2000 metri. Tutt'intorno comincia a tingersi di verde, di erba rada dapprima, poi sempre più fitta, sino a diventare pascolo. Ma non sono le montagne che sognavamo. Il torrente ha acqua marron per il fango, la valle è come un'immenso altopiano inclinato e la strada va su dritta, senza tornanti. Ci divertiamo a fare qualche "tirata", poi ognuno sale col proprio ritmo per ritrovarci tutti in cima al passo. Siamo a 2930 metri di altitudine, la nostra "Cima Coppi". Pascoli tutto intorno, alcuni cinesi di passaggio si fermano, ci fotografano, ci offrono meloni e angurie. E' una piccola festa, completata dalla prima spaghettata cinese preparata con i nostri mezzi, a 2900 metri! Non può mancare il caffè, poi, col materassino, ci distendiamo sul prato, una borraccia di acqua fresca a portata di mano e ... buon riposo! Chiudendo gli occhi e sentendo la brezza dei 3000 metri accarezzarci il volto sognamo di essere nelle nostre montagne. Anche quando li apriamo, per un attimo, tutti quei pascoli ci fanno credere di essere quasi a casa. Ma c'é poco da fare, qui é un'altra cosa.

La discesa la affrontiamo con prudenza e quando arriviamo a quota 2400 circa troviamo un ambiente colorato di verde e giallo con contrasti fortissimi. Si alternano e si mescolano campi gialli di soia (?) e verdi di granoturco (oltre i 2000 metri! Del resto, fin sul passo, a 2900 metri, ci sono i pioppi!): sembrano penellate di Van Gogh.

Lungo la discesa attraversiamo piccoli e poveri villaggi, una grande cava di argilla e la vicina fabbrica di mattoni con molte fornaci, quasi interrate, e centinaia di operai che seguono le varie fasi della lavorazione, completamente e a mano.

La città che ci ospita, Yongdeng, celebra qualche festa perché stasera sentiamo scoppiettare i fuochi d'artificio. Domani ci aspettano solo 106 km. per arrivare a Lanzhou, dove, domenica, avremo il nostro penultimo giorno di riposo.

 

Il punto tecnico

 

Abbiamo trovato varie interruzioni e vari  pezzi di sterrato per complessivi 12 km

L'autostrada in costruzione sembra un cantiere infinito dove lavorano migliaia di persone (uomini e donne), senza alcun mezzo meccanico.

 

Partenza: ore 6.30      Arrivo: ore 18  

 

Tempo di corsa: 8h 02m   Media: 20.5 km/h  

 

Km. di tappa:  164

Km. totali: 9657