Shandan, mercoledì 11 luglio 2001
78°
giorno dalla partenza su 96
previsti
Linze - Shandan di km. 105 (9318)
Abbiamo visto un prato
verde, oggi. Proprio così! Non é che il verde manchi nelle oasi, ma é il verde
del granoturco, dei pioppi, del luppolo, della vite,
degli ortaggi. Dove non c'é coltivazione é solo sabbia,
terra e ghiaia. Invece oggi ... Era dal 25 giugno,
giorno di ingresso in Cina, su al lago Sayram, che
non vedevamo l'erba verde!
2.200 km. di ambiente
desertico ma ora sembra proprio che la natura cambi registro. Stiamo avvicinandoci
alle montagne e lentamente, ma inesorabilmente, la forza dell'acqua ha la
meglio su quella arida del sole.
Ma ci sono altri sintomi
che indicano questo. Le montagne attorno non sono più completamente spoglie e
arse di sassi e terra: larghe aree di
erba, anche se ingiallita, rivelano la presenza vivificatrice dell'acqua. E poi
le curve! Già, la strada ha cominciato a disegnare qualche curva (ieri ne abbiamo contato dodici!) e persino qualche doppia curva. L'ossessione dei rettilinei sta per finire.
La "tirata" di
ieri ci ha permesso, oggi, di pedalare in scioltezza e concludere la tappa
prima di mezzogiorno, pur avendo ritardato sveglia e partenza.
Nell'ultimo diario ci
chiedevamo cosa ci fosse oltre la grande oasi di Linze.
Vediamo stamattina, dopo quasi sessanta chilometri, che il deserto resiste, ma,
come già detto, non fa paura proprio per i molti sintomi che ne annunciano la
fine. I pioppi, ormai, sono anche lungo la strada, anche fuori
dalle oasi, a recare un po' d'ombra ai viandanti sull'asinello o sulla
bicicletta. Per un lungo tratto seguiamo le rovine della grande muraglia,
parallela alla strada, mentre la ferrovia, che spesso incrociamo, qui corre
lontano, in pieno deserto. Vediamo ogni tanto lunghi treni passare, annunciati
dal tipico sferragliare delle ruote sui binari, rumore
che il vento ci porta quasi ovattato: ci giriamo a guardare questa lunga fila
di vagoni, con le alte montagne sullo sfondo, e ci sembra quasi di essere nella
scenografia di un film western.
Oggi abbiamo tempo per
guardarci attorno ed osservare.
Notiamo così come i
cinesi usino molto scrivere slogan o pubblicità utilizzando sassi bianchi
appoggiati a terra, sui pendii, in modo da renderli più visibili. Talvolta
preparano proprio dei quadrati cementati, di varie dimensioni, sui ripidi
pendii rocciosi, sui quali disegnare a pittura i loro ideogrammi.
Vediamo anche uno
straordinario cimitero: l'immensa piana desertica che sta tra noi e la montagna
é punteggiata di capitelli-lapide che appaiono a noi lontani lontani, immersi nella natura del deserto.
Penso al modo antico di sepellire i marinai nel loro
mare, e mi piace immaginare questo oceano di terra e sabbia come un mare nel
quale questi morti torneranno a vivere, come indicano la fenice e il drago
disegnati sui capitelli.
Le solite due angurie e
un melone interrompono le nostre osservazioni sull'ambiente che ci circonda.
Ormai siamo alle porte di Shandan.
Ieri sera, a cena,
abbiamo parlato di Pechino, dopo la telefonata di
Andrea Pizzato che ci confermava il rientro aereo per
il 4 agosto. Per pochi minuti abbiam pensato all'arrivo a Milano Malpensa,
a chi ci verrà a prendere, a cosa portare nel bagaglio, a come organizzare un
bus per i familiari che volessero venire ad accoglierci. Poi ci siamo
"svegliati" e siamo tornati alla realtà di oggi e delle dure giornate
che ancora dobbiamo affrontare. Non bisogna perdere concentrazione e
determinazione! Già domani dovremmo superare un passo di 2450 metri per
giungere a Wuwei, dove ritroveremo
Alberto L.G. per vivere e pedalare insieme gli ultimi
17 giorni che ci separano da Pechino.
Il punto tecnico
Partenza: 7.15
Arrivo: 12
Tempo
di corsa: 4h 28m Media: 23.2 km/h
Km. di tappa: 105
Km. totali:
9318