Linze, martedì 10 luglio 2001
77°
giorno dalla partenza su 96
previsti
Jiayuguan - Linze di km. 205 (9213)
Continua l'ambiente
desertico, interrotto da zone d'oasi sempre più estese e frequenti. Rimangono,
comunque, decine di chilometri di pieno, puro deserto,
anche se in lontananza i soliti pioppi ci tranquillizzano sull'esistenza di
qualche forma di vita. Giornata splendida, temperatura mite che va via via alzandosi dai 22° alla partenza ai 40° delle ore più
calde.
Il vento é neutrale, a
tratti quasi a favore, così percorriamo agevolmente i 130 km. previsti oggi,
con arrivo a Yuanshanzi alle 11.45. Ci sembra troppo
presto per smettere di pedalare, tanto più che in questo villaggio non c'é da
dormire. Decidiamo di mangiare, riposare un'ora e poi di proseguire per altri
70 chilometri fino a Linze, villaggio più grande del
precedente, dove c'é perfino un hotel che ci ospiterà stgasera.
Partiti da quota 1700
metri la strada scende lentamente, in direzione sud est, parallela alla catena
dello Qillian Shan, le cui
cime più alte (la massima é a 5547 metri) sono tutte innevate. Da queste vette
scendono i torrenti che vanno ad alimentare la vita delle oasi.
Lungo la strada ci supera
una cololnna di camion militari pieni di soldati che
vengono scaricati un po' più avanti per dei lavori di
manutenzione stradale. Saranno una cinquantina e, al nostro passaggio, lasciano
la pala, si mettono in riga lungo la strada e applaudono al nostro passaggio.
Anche Enzo, subito dopo,
per raccogliere un po' di gloria, decide di salire in bici, dopo trent'anni
dall'ultima volta. Cogliendo profitto da una nostra sosta va in fuga solitaria
e riusciamo a raggiungerlo solo dopo 13 chilometri: i suoi primi chilometri
della spedizione. Ha promesso di arrivare almeno a 120 sui 12.000 previsti. Il
suo 1%.
Dopo un lungo tratto di
deserto vediamo, lontana e più in basso davanti a noi, una specie di 'foresta nera'.
E' un'area molto estesa di pioppi, campi coltivati,
villaggi: una mega oasi. Vediamo frumento e
granoturco insieme, luppolo, frutteti, pomodori. Abbiamo la sensazione che qui
il deserto finisca veramente. Domani, oltrepassata
questa zona, vedremo se é vero.
Nelle oasi attraversate è
in corso la mietitura, a mano, naturalmente. Passando in bicicletta abbiamo
modo di seguirne le varie fasi perché ciascuna cooperativa procede con ritmi
diversi.
Così in un campo vediamo
donne e uomini con il falcetto tagliare le spighe,
poi in una spianata, ben cementata, il grano viene steso a cerchio e un rullo
trainato dal trattore lo pesta. Ancora il contadino con rapidi e abili
movimenti del forcone lo butta per aria separando i chicici
più pesanti dalla paglia. Questa viene raccolta dalle donne e ammucchiata in
covoni mentre un altro trattore con una specie di spartineve sposta il grano ammucchiandolo da un lato.
In uno di questi villaggi
un ragazzo veste una maglietta con una
scritta in inglese inneggiante all'indipendenza del Tibet e ciò é oggetto di
accesa discussione tra Enzo e la nostra guida Lee che
assicura non parlerà mai più di politica con noi. Dovremo stare attenti anche a
questo.
Il punto tecnico
Foratura di Genesio.
Partenza: 6.30
Arrivo: 18.30
Tempo
di corsa: 7h 10m Media: 28 km/h
Km. di tappa: 205
Km. totali:
9213