Jiayuguan, domenica 8 luglio 2001
75°
giorno dalla partenza su 96
previsti
Yumen Zhen - Jiayuguan di km. 127 (8980)
Pedaliamo anche oggi non
in vero e proprio deserto ma in ambiente desertico. I villaggi-oasi sono più
frequenti, ma tra l'uno e l'altro ci sono chilometri e chilometri di niente. La
terra mista a sabbia e ghiaia viene utilizzata per produrre mattoni a secco,
con i quali vengono costruite queste minuscole e povere casupole, con il tetto
piatto e di paglia, che assumono il colore marroncino dell'ambiente che le
circonda quasi a volersi in esso
mimetizzare.
Il sole
è nascosto da un cielo grigio che, più che nuvoloso, sembra essere tale
per l'inquinamento. Qua e là, lontane e nascoste nella foschia densa, notiamo
fabbriche e ciminiere fumanti, vere cattedrali nel deserto. Una nebbiolina ci
avvolge costantemente e vediamo molte donne, nella città e nei villaggi, con la
bocca e il naso coperti da una mascherina bianca. Non abbiamo ancora scoperto
perché, anche se temiamo sia per l'inquinamento.
Anche stamattina la
routine che si ripete da due mesi e mezzo. Chi si
sveglia prima delle cinque non dorme più perché rimane in attesa di sentire la
voce di Genesio che passa bussando a tutte le porte dicendo che é l'ora di
alzarsi. Come automi ci alziamo lentamente che é ancora buio fuori
dalla finestra, ci laviamo, ci
vestiamo, ritiriamo il bucato steso nella stanza, facciamo colazione, ma
ciascuno con tempi e ritmi diversi. Per cui c'è un via vai per le stanze e i
corridoi: chi va a prendersi il necessario per la colazione nella cambusa (la
camera di Nilo e Genesio), chi preferisce prima vestirsi, chi prepararsi le
borracce. Tutti in silenzio. Talvolta, incontrandoci, neppure ci salutiamo
tanto siamo assonnati, quasi rassegnati che, forse, neanche ci vediamo. Ma poi,
fuori all'aria fresca delle 6, ci contiamo .. e via!
Appena fuori Yumen Zhen finisce di colpo il
verde e siamo di nuovo in ambiente desertico. Stamattina il vento, pur essendo
contrario, non infierisce e dopo qualche ora diventa neutrale. Riusciamo a
tenere una media decente fino al momento della sosta, verso le 11.30. Nella consueta bettola, la consueta pasta condita con
un misto di pomodori e frittata. Intanto abbiamo messo "in fresca",
nel vicino canale, due angurie, che, dopo il caffè, tagliamo a fette che
vediamo sparire velocemente sotto i nostri occhi (o, meglio, denti).
Arrivando a Jiayuguan crediamo di poter scorgere la Grande Muraglia, ma
la densa foschia ci nasconde la vista della vicina montagna. Qui c'é il punto terminale occidentale, con il museo, e domani,
giornata di riposo, andremo a visitarlo in bicicletta.
La città di Jiayuguan sembra decisamente brutta, cresciuta forse troppo
rapidamente assieme alle fabbriche e alle ciminiere dentro la
città stessa. Migliaia di biciclette (ma questo lo sapevamo) sparse per le
strade, la solita folla di curiosi attorno a noi,
quando ci fermiamo. Chi guarda il computer della bici, chi noi e le nostre
maglie, chi si arrischia, se non visto, di prendere la nostra bici ferma
davanti all'hotel e farsi un giro, inseguito
naturalmente dal proprietario fra varie imprecazioni. E noi distribuiamo il nostro
pieghevole a tutti.
A poterli vedere dall'alto, questi nostri 15.000 pieghevoli, distribuiti
ovunque, disegnerebbero una strada puntinata di rosso
da Venezia a Pechino. Peccato non siano scritti in cinese perché qui nessuno
capisce l'inglese.
Ci ricordiamo che oggi é
domenica e immaginiamo i nostri familiari e amici ancora a letto, mentre noi
siamo in strada da sette ore. Qui sono le 13, in Italia le sette del mattino.
Il punto tecnico
Sulla G 312 siamo arrivati al km. 2970 da Shangai. Tappa quasi tutta pianeggiante, con leggere salite
che conducono, alla fine, alla quota di circa 1700 metri. Strada ancora molto buona, ma non perfetta come gli altri giorni.
Partenza:
ore 6 Arrivo: ore 15
Tempo
di corsa: 5h 41m Media: 22.2 km/h
Km. di tappa: 127
Km. totali:
8980