25 giugno
62°
giorno dalla partenza su 96
previsti
Zharkent - lago
Sayram di km.
55 (7150)
Siamo in Cina, sei ore
avanti rispetto all'Italia.
"Robe turche",
"robe kazake", "robe cinesi". L'odissea continua.
Le nostre ansie, le nostre attese, le nostre speranze, anche stavolta, ed é la
terza, si sono infrante alla frontiera cinese. Dalle
8.30 di stamattina fino alle 14 per passare le due frontiere, ripetendo il
consueto cerimoniale, scaricare tutti i bagagli dal bus, portarli alla dogana kazaka, sempre a mano, poi al controllo ai raggi X, poi
nella stanza di controllo passaporti, poi caricarli in un bus nella free zone, che li porta 800 metri
pił avanti alla dogana cinese, dove scarichiamo tutto e riprendiamo le stesse
operazioni in Cina. Al di lą, alla fine di queste peripezie,
troviamo una Land Cruiser e un minibus a 12 posti, con i sedili, assolutamente
insufficienti a contenere il nostro equipaggiamento. Trattative .... alla fine arriva un camioncino, scoperto, dove
carichiamo tutto e ci spostiamo nella vicina cittą per mangiare qualcosa.
Abbiamo tre mezzi al seguito e sei persone (nel camioncino sono in tre!?). Troppe da mantenere. Qui ci appare un mondo tutto
diverso. A parte le risate nel provare a mangiare un piatto di spaghetti (?)
con i classici bastoncini, a parte le scritte ovunque, a
ideogrammi, a parte tutto questo č la gente che ci sembra diversa, le
strade, l'urbanistica, tutto insomma. Sarą suggestione ma a
tutti é sembrato proprio un altro mondo: siamo in Cina, finalmente. Korgas sarebbe la sede di tappa prevista, ma dovendo
recuperare il giorno perso in Kazakhstan, procediamo
verso la montagna per arrivare a coprire almeno una parte dei chilometri
previsti domani. Un incidente fra due camion blocca la strada e ci costringe a
una lunga deviazione per rientrare poco oltre il luogo dell'incidente. La guida
ci "costringe" a salire sul camion per non arrivare col buio al lago.
Quando risaliamo sulle bici siamo in una valle montana di una bellezza unica. La strada sale, larga, dentro a questa stretta valle,
percorsa da un torrente d'acqua cristallina, con il verde del pascolo e del
bosco tutt'attorno. Sembra di essere in una tipica valle alpina, se non fosse
per i soliti ideogrammi che appaiono sui cartelli e sui muri, sembrerebbe di essere a casa. Superiamo una carovana di cammelli che salgonon lungo la strada, guidati da una famigliola con
padre, madre e figlioletto. Un cammello porta sulla groppa una stufa, e i
nostri fotografi si scatenano. Saliamo ancora, siamo sui duemila metri. Il
bosco lascia spazio al pascolo e fra questo ambiente verdissimo, qua e lą,
gruppi di yurte e cavalli al pascolo. Veramente
splendido, stentiamo a credere di essere passati dal
canyon dell'altro ieri a questo ambiente persino fresco di oggi. Vorremmo
fermarci, visitare qualche yurta, ma abbiamo anche
freddo e si fa tardi. Scolliniamo a circa 2100 metri
e scendiamo rapidamente ad una spianata dove giace un grande lago e un
villaggio turistico di yurte. E' gestito dallo stato
cinese e proprio in questi giorni stanno preparandolo per la stagione estiva.
Siamo circondati da montagne ancora innevate e ci siamo rioempiti
gli occhi di tante preziose immagini durante la salita. Il
"travaglio" della frontiera é dimenticato. Ci viene assegnata una yurta per noi otto, dove ci sono materassini, cuscini,
trapunte, stufetta a carbone, un secchio d'acqua per
lavarci e per il the. Ci sistemiamo in qualche modo, ci vestiamo ed ormai č
sera. Andiamo a cena vestiti come i primi giorni in Slovenia, pantaloni lunghi
e felpa pesante. Domani, in due ore potremmo essere gią a 35°C. Anche questa é la Cina.
Non c'é possibilitą di
collegamento a internet, naturalmente, e non potremo inviare le belle immagini
di questi giorni. Lo faremo appena possibile.
Il punto tecnico
Foratura di Genesio, in
partenza.
Partenza ore 6.45 Arrivo ore 19
Ore di corsa: 3h 15m Media
17 km/h
Km. di tappa: 55
Km. totali:
7150