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Almaty: riposo      (6711)

 

La solita giornata di "riposo". Al mattino (sveglia alle sette per preparare i diari in arretrato!) in giro per la città in cerca di una mappa del Kazakhstan, una guida della Cina, delle pile per il campeggio. Poi in banca a prelevare dollari (siamo quasi a secco!), poi un toast e una birra. Telefoniamo all'ambasciata italiana e l'ambasciatore Piaggesi ci invita al cocktail che stasera ha organizzato nella sua residenza privata e al quale saranno presenti più di cento persone (moltissimi italiani che lavorano qui). Gli chiediamo di organizzarci un incontro con il sindaco di Almaty e dopo un fitto intreccio di telefonate combiniamo per le 18. Intanto gli altri hanno fatto spese al supermercato, sono andati in un negozio di biciclette pern riparare le gomme forate, hanno caricato il furgone di acqua. Solo Enzo, con Giovanni, Nazira e Yulia è potuto andare al museo di Almaty per vedere e fotografare il famoso "uomo d'oro". In realtà scoprirà che quella esposta è una copia, in scala ridotta, dell'originale che viene, invece custodito gelosamente nei soterranei del museo. 

Alle 18 veniamo ricevuti tutti nella sala del municipio, che fino a due anni fa era sede del governo kazako. Poi la capitale é stata spostata ad Astana, nel nord del paese, e qui si é trasferito il sindaco.

Cerimonia breve, semplice, scambio di doni e messaggi dei nostri sindaci, firma delle quattro copie della pergamena che arriverà a Pechino. Siamo stupiti nel vedere che nella pergamena manca ora solo una delle dodici firme previste: quella cinese, appunto.

Corriamo subito alla residenza dell'ambasciatore, appena fuori città, in un parco ai piedi delle montagne che sovrastano Almaty. Villa "liberty", giardino, piscina. Un vero lusso. L'ambasciatore ci riceve con molta cordialità e ci prersenta ai suoi ospiti. Diventiamo, naturalmente, i protagonisti della serata. Tutti ci chiedono della nostra avventura, una  giornalista ci intervista, il nunzio apostolico ad Almaty, simpaticissimo, si fa delle belle chiacchierate con noi .... ma soprattutto si mangia. C'é di tutto, e quale migliore occasione per anticipare la cena? Finalmente assaggiamo di nuovo il nostro vino, il pinot grigio del Veneto e il Valpolicella, per concludere degnamente con due grandi torte. Foto di gruppo, sempre col nostro grande lenzuolo manifesto disteso sulla gradinata d'entrata della villa. Doveva finire tutto alle 20, ma alle 21 noi siamo ancora lì a parlare .... a parlare. Ma domani si riprende a pedalare ... a pedalare.

 

Durante il party ha perfino piovuto. Il tempo minaccia anche per domani, ma questa volta siamo quasi contenti.