20 giugno

57° giorno dalla partenza su 96 previsti

 

Georgievka (campo 1) - Almaty di km. 190      (6711)

 

Ieri sera Nazira ci aveva raccomandato din chiudere tutte le entrate delle tendine per evitare intrusioni di insetti e serpenti. "Serpenti?" abbiamo subito chiesto. "Sono velenosi?" E lei ci ha spiegato che ce ne sono di due specie di velenosi, e il veleno di una di esse porta alla morte in due ore. Ma stamattina Genesio e Nilo,  che hanno dormito all'aperto, sono ancora vivi, anzi, Genesio ci mette più forza del solito nel gridare: "Ehi! Sveia! Xe e sinque e meza!".E' ancora buio, ma in realtà siamo già tutti svegli. Smontiamo il campo, ci rinfreschiamo al torrente, facciamo colazione nella vicina "cafeteria" e ci avviamo verso il passo di montagna che collega Biskek ad Almaty. Alcune voci davano questo passo ad una altitudine di 1700 metri, altre a 2500. In realtà il passo é a circa 1100 metri di quota, ma é vero che l'ambiente qui è come il nostro ambiente alpino in alta montagna. Arriviamo pal passo dalando tranquilli nell'aria fresca del mattino. Anche oggi il cielo é coperto e sembra debba piovere, il che aiuta il nostro sforzo. Davanti a noi una bella picchiata in discesa. Per qualche chilometro la strada si inabissa in uno stretto canyon e in ripide e frequenti curve ci riporta su terreno aperto verso dei pascoli immensi, delimitati solo dall'orizzonte. Alla nostra destra le montagne (la media montagna, fino a quota 2500 metri) ai piedi delle quali rare malghe rivelano la presenza dell'uomo. Il resto sembra tutto disabitato, ma il paesaggio, ci ripetiamo in continuazione, sembra da cartolina. Lungo interminabili rettilinei, ai bordi della strada, vediamo decine e decine di corvi ammazzati dai camion di passaggio nelle notte, mentre centinaia di essi si aggirano sopra di noi.

Dobbiamo percorrere quasi cento chilometri per incontrare un piccolo villaggio, poi ancora nulla  fino alle porte di Almaty. Continua la copertura del sole e cogliamo l'occasione per pedalare senza il caldo asfissiante, fino al 130° km., dove possiamo fare la consueta sosta pranzo in tranquillità, visto che mancano solo due ore di marcia alla fine tappa. Chi approfitta per dormire, chi per telefonare a casa, chi per aggiornare il diario di ieri, non avendone avuto il tempo durante la nottata in tenda. Ma quando sentiamo le prime gocce di pioggia e ci sembra che il vento sia girato a nostro favore, inforchiamo le bici e ci buttiamo verso Almaty. In realtà sono solo poche gocce che neanche bagnano, e il vento, poi, torna trasversale. Arriviamo comunque in città, nel traffico caotico del tardo pomeriggio, e dobbiamo per mezz'ora respirare l'aria inquinata prodotta dalle auto, prima di giungere all'albergo Almaty che ci ospiterà anche domani, giorno di riposo.

Nella consueta analisi del programma di viaggio che facciamo con Nazira ci rendiamo conto che il 24 giugno, giorno previsto per l'attraversamento del confine kazako-cinese é  domenica, quando le frontiere sono chiuse. Dovremo, perciò, risuddividere in quattro tappe, anzichè in tre, il percorso di 450 km. che separta Almaty dal primo villaggio cinese, Korgas. Poi, in Cina, tutto il programma di viaggio verrà  spostato in avanti di un giorno. Vedremo se sarà possibile recuperare questo ritardo.

 

Il punto tecnico

 

Fondo stradale generalmente buono, un po' granuloso e a salti, non ideale per i nostri soprasella. Foratura di Nilo (6°) e di Genesio (1°).

 

Partenza ore 6.45      Arrivo ore 19

Ore di corsa: 7h 40m    Media  24,5  km/h  

Km. di tappa: 190

Km. totali: 6711