55°
giorno dalla partenza su 96
previsti
Taraz (Zhambyl) - Merke (Kazakhstan) di km.
160 (6343)
L'albergo che ci ha
ospitato stanotte é decente; se non altro pulito e sufficientemente
confortevole. Dormiamo più di ieri e meglio, e alle otto possiamo fare
colazione: prima non si può perché le incombenze di stamattina hanno orari
obbligati. Ma dobbiamo ad ogni costo recuperare due ore per riportare i ritmi
di vita a quelli consueti. E' dura perché anche oggi dobbiamo sistemare e
riorganizzare, per l'ennesima volta, tutto il materiale per caricarlo nel
minibus arrivato da Almaty verso le nove. E' un 27
posti (come quello in Turkmenistan) cui sono stati tolti 19 sedili lasciandone
otto. Lo spazio è sufficiente per il materiale, sacrificato per le persone nel
caso qualche ciclista in difficoltà debba salire a bordo con la bici.
Devo andare con Nazira al posto di polizia con i passaporti per registrare il nostro ingresso
in Kazakhstan. La legge impone che il turista, dopo
aver regolarmente varcato il confine con visto di ingresso, debba anche, entro
tre giorni, registrarsi presso un apposito ufficio. Per noi l'unica mattinata
utile é questa, per cui, alla fine, partiamo alle
10.45. Altro che recuperare due ore!
Il vento, comunque, non
ci è di ostacolo e possiamo tenere una buona media fino al 50° km. Poi la
fortuna gira, si alza Eolo contro di noi e diventa più dura. Il sole picchia, e
alle 14, quando ci fermiamo per il pranzo abbiamo percorso 80
dei 160 km. previsti. Ci sono 38°C all'ombra.
Oggi la tappa è piuttosto
piatta, con i soliti lunghi e dolci avallamenti nella steppa kazaka. La strada corre però tra due file di alberi che
danno almeno la sensazione di ombra. Oltre questi alberi estese coltivazioni di
grano fra le quali si muovono freneticamnte le mietitrebbie. Tutto il percorso di oggi corre parallelo
alla catena del Kyrghiz Range,
che fa da confine con il Kyrghizstan, montagne ancora
innevate, le cui cime più alte raggiungono quote
variabili tra i 3500 e i 4900 metri (Pik Zap Alamedin, 4875 m.). Sono
questi monti che forniscono abbondantre acqua per
rendere coltivabile e fertile la steppa. Questo é il paradiso dei cavalli.
Isolati o in branco si muovono liberamente e le loro sagome scure emergono nel
giallo dell'erba stagliandosi contro le montagne sullo
sfondo. Sono immagini da foto, naturalmente, specie quando, ed é frequente, ci
sono ragazzini che li cavalcano e dimostrano una dimestichezza naturale, innata
direi, da fare invidia.
Dopo la
sosta é sempre un po' più dura riprendere la corsa, anche perché il caldo
rimane opprimente. Si riparte poco dopo le 17 e le
prime due ore sono ancora con il vento contrario. Molto utile in questa
situazione il rifornimento "al volo", dal
bus, di bibite fresche conservate nel contenityore di
polistirolo. A volte basta un piccolo sorso, ma di
acqua fresca, per sentirsi rigenerati.
Arriviamo tardi, alle
21.15, anche stasera, ma decidiamo di cucinarci la pasta noi, dopo la doccia, e riusciamo ad andare a dormire verso le 11.
Speriamo di aver recuperato le due ore di fuso.
L'albergo non è un vero
albergo, non si capisce esattamente cosa sia. Nella
cucina dove mangiamo e all'esterno dove cuciniamo e installiamo il satellitare
gli scarafaggi cororono come trottole. Ma nelle
camere no, tutto sembra pulito.
Oggi abbiamo rivisto con Nazira il programma delle tappe fino al
confine cinese. Per domani sera il pernottamento a Georgievka
potrebbe essere spostato più avanti di una trentina di km. per
poterne percorrere, il giorno dopo, 190 invece che 220 , quando arriveremo ad Almaty. Dopo Almaty, infine,
abbiamo deciso di seguire un itinerario completamente diverso: anzichè a nord per Saryozek e Koktal, quello a sud, per Sunza,
ricongiungendoci al precedente proprio in prossimità di Koktal.
Il punto tecnico
Pensiamo di aver risolto,
almeno per ora, il problema dell'acqua da bere, che diventa subito calda appena
riempita la borraccia. La notte mettiamo dei freezer dell'hotel
alcune bottiglie che si ghiacciano e durante il giorno le teniamo, mescolate ad
altre comprate e non fresche, nel contenitore di polistirolo che conteneva i
salumi Brunello e i formaggi, ora, purtroppo, esauriti. E' stata un'idea di
Gianmaria quella di non buttare il contenitore ma di usarlo a questo scopo.
Oggi è andata benissimo.
La strada presenta alcuni
brevi tratti catramati, per il gran caldo, ma, tutto sommato, é accettabile.
Partenza ore 10.45 Arrivo ore 21.15
Ore di corsa: 6h 40m
Media 24 km/h
Km. di tappa: 160
Km. totali:
6343