14 giugno

51° giorno dalla partenza su 96 previsti

 

Samarcanda (Uzbekistan) - dintorni Jizak (Uzbekistan) di km. 189      (5769)

 

Sono le 06.00 quando ci lasciamo alle spalle le maestose rovine della moschea di Bibi-Khanym, il cielo  coperto minaccia pioggia ed un vento impetuoso ci respinge fin dalla partenza.

Come ogni mattina il gruppo in partenza è silenzioso, non è solo sonno, ormai il ritmo della giornata è assimilato e la sveglia di Genesio arriva quando gran parte di noi sono già svegli. Durante i primi km in cui si procede in scioltezza per scaldarsi e preparare la gamba allo sforzo quotidiano, si riordiano le idee; oggi molti pensieri vanno alle bellezze ammirate in questi giorni, ai contatti con questi nuovi usi e costumi, a cercare di capire questa realtà così lontana dalla nostra che dopo quasi un mese di Asia Centrale ancora ci meraviglia.

Il percorso è ondulato e, dopo una ripida discesa dalle colline di Samarcanda, si snoda risalendo la valle del fiume Zarafshan lungo una superstrada a volte anche alberata e dal fondo abbastanza buono.

Il vento ci costringe a mantenere andature non elevate, ma finalmente un giorno senza quel caldo soffocante e senza quei rettilinei interminabili che tolgono i punti di riferimento del tuo procedere.

L'ambiente circostante è sempre di tipo agricolo con molti frutteti e sterminati campi di grano in cui centinaia di persone sono al lavoro per le ultime fasi della mietitura.

In questa zona è fiorente l'apicultura ed anche i nostri autisti ne approfittano per fare scorta di un limpido miele chiaro di acacia e gelso.

Improvvisamente dopo una quarantina di km Nilo ha un sussulto: ...non abbiamo caricato la nostra insostituibile moka !!?

Non riusciamo a pensare di poter arrivare a Pechino senza bere più un caffè!

In breve, e vergognandoci un , riusciamo a convincere guide ed autisti a tornare a Samarcanda per recuperare il nostro prezioso elisir.

Nonostante il vento, alle 12.00, percorsi soli 108 km contro i 120 indicati dalle carte, arriviamo all'ipotetica nostra destinazione odierna,  Jizzak, una cittadina sorta nel periodo sovietico come grosso centro agricolo.

L'unico "albergo" è una costruzione statale fatiscente in cui ci chiedono 40 $ a testa per una camera doppia senza bagno; la decisione è unanime: si prosegue verso Tashkent per avvantaggiarci sui 190 km previsti per la tappa di domani e cercheremo una qualche sistemazione nei bar lungo la strada o collauderemo le nostre tende. Così avviene. Dopo essere entrati in Kazakistan ed esserne usciti dopo 30 km. (come succede per Austria e Germania per andare a Salisburgo), ci fermiamo in un "ristorante" per la cena. Qui montiamo anche una tendina, alcuni dormono all'aperto, altri in autobus, ma non c'é alternativa. Ci laviamo con un secchio d'acqua del pozzo e proveremo a dormire. Siamo a 100 km. da Tashkent.

Alzando la testa, in questa serata per ora senza luna, possiamo osservare un cielo con tante stelle quante raramente capita di poterne vedere; in tutte le città l'inquinamento luminoso ha ormai dimezzato il nostro planetario quotidiano e ci ha privato dell'emozione di questo immenso spettacolo.

 

Il punto tecnico

 

Partenza ore 05.45      Arrivo ore 19.10

Ore di corsa: 8h6m     Media   km/h 23.4 

Km. di tappa: 189

Km. totali: 5770