13 giugno
S. Antonio da Padova: auguri ai nostri due Toni e a tutti quelli a casa.
50°
giorno dalla partenza su 96
previsti
Samarcanda (Uzbekistan) - sosta -
(5580)
Come a Bukhara anche qui siamo alloggiati in una casa privata
(soluzione turistica molto comune qui in Uzbekistan).
E' un po' fuori dal centro, ma é comoda perché tutta
per noi, con cucina, soggiorno, salone, 5 camere doppie e 4 bagni con doccia,
cortile per stendere la biancheria.
Possiamo farci da mangiare, anche se per la colazione (compresa n ei 20 dollari
a testa pattuiti) viene il proprietario con la moglie a preparare quanto abbiamo chiesto ieri sera. La signora aggiunge di suo un'ottimo dolce casareccio da lei
cucinato. Alle 9 torniamo tutti al Registan, per
visitare anche gli interni delle tre medresse. Siamo
tutti d'accordo con la guida nel dire che è una delle
più belle scenografie del mondo. L'azzurro e il blu delle
maioliche delle facciate e delle cupole risplendono sotto il sole
accecante del mattino. Gli interni sono tante piccole botteghe per i turisti,
dove anche noi ci perdiamo per i soliti acquisti o trattative d'acquisto: chi il tappeto, chi la collana o il braccialetto
d'argento. Ci spostiamo alla moschea di Bibi Khanym, moglie di Tamerlano, la
più grande moschea del tempo che poteva ospitare fino a 12.000 fedeli. Attualmente
rimane in piedi solo il grandioso portale ingabbiato da una struttura di tubi
in ferro per un restauro iniziato dai sovietici nel '90 e da allora
interrotto.
Visitiamo ancora i resti del'osservatorio di Ulughbek, il
nipote di Tamerlano, più famoso come astronomo e
matematico che come Emiro. Aveva relizzato ad inizio
'400 un gigantesco sestante in pietra di circa 50 m con cui aveva classificato
oltre 200 nuove stelle. Per la cultura dell'asia
centrale è l'equivalente europeo di Newton o Galileo. Incompreso nella sua
epoca, morì assassinato da suo figlio che lo accusava di pensare più alla
scienza che al potere.
Il bazar è come sempre un
caleidoscopio colorato di persone e merci in cui è bello perdersi per comprare quanto
necessario a preparare il risotto che Giammaria ha promesso di cucinarci.
Le ultime visite sono
dedicate al mitico "Timur lo zoppo" al suo
mausoleo ed alla sua statua.
La serata si conclude
alla grande banchettando con autisti e guide; Bakhrom
ci ha preparato il "plov", un piatto tipico
uzbeko a base di riso, carne e verdure che viene
tradizionalmente preparato dagli uomini in occasioni particolari.
Ci resta un senso di
stordimento, per le troppe cose straordinarie viste oggi. Domani avremo 120 km di
pedalate per riordinare le idee e metabolizzare le emozioni.