11 giugno

48° giorno dalla partenza su 96 previsti

                              

Bukhara (Uzbekistan) - Navoiy di km 115  (5411).

 

Nel mezzo del cammin di nostra vita ... ci ritroviamo dopo tre giorni di sosta a inforcare nuovamente le nostre biciclette lasciandoci alle spalle una assonnata Bukhara. Ci siamo svegliati alle 4.30 ma ancora una volta non riusciamo a partire prima delle 5.45!

L'alba é fresca ed un vento da nord (a noi trasversale) rende piЫ piacevole la nostra corsa.

In periferia vediamo diverse case con all'esterno i tipici tavoli-divani usati per mangiare e in cui le persone dormono all'aperto quando fa caldo.

Procediamo verso la campagna. Il sole é ormai alto,  nei campi é tempo di mietitura e si nota un brulichio di persone in mezzo alle spighe che procedono lentamente falciando a mano il grano con uno dei gesti piЫ antichi dell'umanità. Donne e ragazzi soprattutto, impegnati anche nel rito della spigolatura.

I meno giovani fra noi ritornano con la memoria alle messi degli anni cinquanta dove tutti i nuclei famigliari partecipavano alla mietitura con festa finale.

Sanmarcanda e Bukhara erano oasi nel deserto, una volta. Ora, tra le due città, una fitta rete di canali di irrigazione  rende la campagna fertile di grano, cotone, frutteti, girasoli, la lavorazione per ora é rimasta ancora largamente manuale.

Arrivando a Navoiy troviamo una notevole concentrazione di industrie pesanti e pesantemente inquinanti con grosse ciminiere fumanti, centrali elettriche e puzzolenti allevamenti di polli. I trattori che ci sorpassano lentamente e che in altre occasioni sarebbero stati un ottimo "traino", ora invece dobbiamo lasciar perdere per la puzza dell'ammoniaca che trasportano e che in parte perdono per strada.

Procediamo lungo una specie di autostrada, quattro corsie, due carreggiate, separate da spartitraffico in cemento. Anche qui non solo in città, sono frequenti le biciclette, usate da uomini e ragazzi per recarsi al lavoro nei campi o spostarsi da una località all'altra. Vanno anche contromano, nella stessa nostra carreggiata, e qualcuno, vedendoci, ingaggia pure qualche breve duello con Genesio.

Arriviamo presto a Navoiy, brutta città stile URSS anni cinquanta, circondata da fabbriche e dall'aria non invitante. Larghi viali, ampi spazi, enormi palazzoni alveari,  alcuni anche nuovi; una città anonima perfettamente uguale a tutte quelle della stessa epoca. L'albergo si inserisce perfettamente in questo quadro. Riusciamo a spuntare 55$ per una camera a tre, ma, sistemati i bagagli, usciamo subito tutti con il nostro autobus per andarci a fare una spaghettata con la nostra cucina da campo. Oggi c'é il sole, ma va' lentamente velandosi e nel pomeriggio tutto il cielo sembra coperto. Sarà il tempo che cambia oppure l'inquinamento della zona?

Quando torniamo all'albergo il bucato, steso prima di pranzo, é già asciutto. Dopo un paio d'ore di relax usciamo sul terrazzino della camera a ritirare la biancheria e vediamo nel cortile dei palazzoni che ci circondano, frotte di ragazzini che giocano gridando e correndo: E’ proprio tempo di vacanze.

Domani ci aspetta la mitica e favolosa Samarcanda, vi promettiamo una bella foto del nostro arrivo in centro.

 

Il punto tecnico.

 

Partenza ore 5.45. Arrivo  ore 10.50.

Ore di corsa 4.34. Media 25.1 km/h.

Km di tappa: 115.

Km totali: 5411.