10 giugno
47°
giorno dalla partenza
Bukhara (Uzbekistan) (5296)
Ultimo di tre giorni di
sosta. Oggi a Bukhara é proprio un giorno di relax,
finalmente. Tutto il mattino in internet
cafè per l'aggiornamento del sito (posta e immagini
in arretrato di 9 giorni!) e per cercare qualche bel tappettino.
Poi un pasto leggero, un bagno turco con massaggio, la visita ai monumenti, la
serata con cena, concerto e danze tradizionali in un
ristorante tipico. Il primo giorno come turisti da "viaggi
organizzati", speriamo anche l'ultimo.
La città pullula di bazar
e di mercanti, è quella che più si avvicina all'immagine comune di
città-mercato in stile arabo/bizantino/persiano. Forse è l'influenza del
turismo che quì rappresenta una importante fonte di
reddito, ma è anche bello immaginare che sia una antica
eredità degli antichi fasti. Passeggiando, alle prime ore
della sera, in questa atmosfera non é difficile immaginare il mondo e le
suggestioni evocate da "Le mille e una notte".
Se il turchese é il
colore di Khiwa (cupole e minareti piastrellati) il marron é quello di Bukhara. Qui i
monumenti sono sparsi e inseriti nella città viva e abitata (tutta area di
tutela architettonica), non "imbalsamati" come a Khiwa
e i mattoni sono l'elemento costruttivo che più balza agli occhi. Il cuore della città pulsa attorno alla Labi Hauz, la grande vasca -
piscina - piazza, circondata dai gelsi secolari (piantati nel 1477 e protetti
come patrimonio nazionale) utilizzata d'estate dai bambini come vera e propria
piscina da bagno. A poca distanza tutti i monumenti più importanti, attorno a
tre zone mercato coperte: il minareto e la moschea Kalan,
l'Ark, residenza reale, e la moschea Juma. Più distanti
il mausoleo di Ismail Samani
e il palazzo estivo degli ultimi emiri, canonico esempio di kitsch.
A Bukhara,
che nel 1997 ha celebrato i 2500 anni di storia, si parla tagiko,
come a Samarcanda. La città "persiana" divenne nei secoli IX e X il cuore religioso
e culturale dell'Asia Centrale e fu patria dello scienziato filosofo Avicenna e dei poeti Firdausi e Rudaki, veri monumenti del mondo islamico persiano. Ma dopo
Gengis Khan il suo splendore finì, per ritornare vivo
solo dopo la fine della potenza di Tamerlano e
della sua dinastia, in Samarcanda, nel
XVI secolo.
Una curiosità: abbiamo visto più biciclette (non da corsa, ma da città, usate da
ragazzi soprattutto) qui a Bukhara che non in
Turchia, Georgia, Azerbaijan e Turkmenistan messi
assieme.
Il punto tecnico
Partenza ore Arrivo ore
Ore di corsa: Media
km/h
Km. di tappa:
Km. totali:
5296