9 giugno
46°
giorno dalla partenza
Khiva (Uzbekistan) (5296)
Anche oggi non si pedala
e dedichiamo la giornata a completare la visita di Khiva.
La mattina presto è
fresco ed è piacevole camminare fra i stretti vicoli
della vecchia città animati da parecchie botteghe artigiane dove lavorano il
legno, l’ottone e naturalmente i tappeti. L’impressione generale è comunque di
trovarsi in una città museo un po’ imbalsamata, ma non
è difficile evocare gli antichi fasti ed immaginare come si viveva quando Khiva era uno dei maggiori centri della Via della seta fra
il 16° ed il 18° secolo fiorente soprattutto per il mercato degli schiavi.
Alle 9.00 aprono i
monumenti storici e con le nostre guide Bahrom e Yulia visitiamo la
moschea Juma (cioé del
venerdì) con le sue 218 colonne in legno finemente
intarsiate risalente al X° secolo, saliamo gli 81 alti gradini che ci portano
sull’alto minareto della moschea dove si gode uno splendida vista sulla città e
da cui meno di 80 anni fa si avviavano le esecuzioni capitali gettando
dall’alto i condannati per eresia ed omicidio.
Il colore dominante delle
facciate piastrellate e delle cupole, il turchese, ha un’intensità
riscontrabile solo a Khiva, e lo possiamo ammirare in tutto il suo
splendore entrando nella fortezza reale Kukhna Ark dove si trovano la moschea estiva e la sala del trono risalenti al XVII° secolo.
Grandiose
sono anche varie Medresse (le antiche scuole o seminari) ed il
caravanserraglio dove i mercanti delle carovane in transito potevano ristorarsi
ma soprattutto commerciare.
Non manca
la visita al bazar, grande mercato popolare, non certo turistico, vista la qualità
e la varietà delle merci esposte. Notiamo qui in Uzbekistan,
per la prima volta, l'uso dell'ombrello da partedelle
ragazze e delle donne, per ripararsi dal sole.
Dopo un rapido pranzo in
cui ci servono anche dell’ottimo pesce locale (una specie di enorme pesce gatto
) ripartiamo in bus per Buhara; ci aspettano altri
550 km di deserto che percorriamo in circa 9 ore sonnecchiando e ripensando
alle tante emozioni finora vissute.
Domani siamo ancora fermi
per visitare Buhara. Non é possibile per la nostra
carovana transitare in questi luoghi senza soffermarsi per ritrovare lo spirito dei viaggiatori di allora. La vera
importanza e unicità della via della seta furono il
risultato di un interscambio di tecnologie, idee e religioni appartenenti alle
culture estremamente diverse che la percorsero fino alla venuta dell’Islam nel
XV° secolo. Il nostro augurio e il nostro messaggio alla gente che incontriamo
hanno proprio questo significato, specialmente in quest'anno 2001 che é l'anno
del diaologo fra i popoli e le culture: che questi
paesi, cioè, appena usciti dall'epoca "sovietica" e in cerca di una
loro identità non si isolino nè si contrappongano ma riprendano il cammino per diventare nuovamente punto di
incontro di storia, civiltà, economie,
nel segno della tolleranza culturale e religiosa.
Il punto tecnico
Partenza ore Arrivo ore
Ore di corsa: Media
km/h
Km. di tappa:
Km. totali:
5296