6 giugno
Repetek - Chardzev o Turkmenabat (Turkmenistan)di km. 80 (5154)
Pur con una sistemazione
precaria dormiamo tutti bene e stamattina 'colazioniamo'
presso il furgone. Genesio ci sveglia verso le 6 ma le solite operazioni del
mattino (cui si aggiunge oggi la visita al piccolo museo della flora e fauna del deserto) prendono il loro tempo e, con il malumore di
qualcuno, partiamo solo alle 7.45. Il sole è già alto, ma contiamo sul fatto
che la tappa sarà breve.
Certo è difficile in una
spedizione di 9 membri trovare sempre un accordo che accontenti tutti: c'é chi
partirebbe al mattino anche col buio, chi non teme il
caldo e pedalerebbe anche con 45°, chi si fermerebbe poco ma spesso, chi
preferisce una sola sosta ma lunga, chi non può fare a meno della pasta, chi
non vuole mangiare carne, o pesce, chi
non dorme con l'aria condizionata e chi non dorme senza ..... Non é mai finita.
Bisogna sempre mediare, ascoltare, aver pazienza, saper accettare i desideri
degli altrri senza farli pesare. Insomma fra due mesi
ritorneremo a casa tutti laureati in psicologia e un po' più
maturi.
Breve nota sulla riserva
desertica di Repetek (da 'Asia Centrale',
Lonely Planet): "con temperature che superano i 50° all'ombra la fauna di Repetek non può che essere ripugnante... mille specie
indigene di insetti, ragni rettili e roditori, ci sono anche dei varani
preistorici lunghi fino a 1,5 mt ma velocissimi. Si
possono incontrare cobra color bronzo, grandi scorpioni neri e tarantole".
Ma questa notte noi abbiam dormito a finestre aperte!
Il deserto assomiglia
sempre di più a quello delle cartoline, alte dune di sabbia con scarsa
vegetazione, ogni tanto la sabbia invade la carreggiata ed è palpabile la
sensazione di ostilità dell'ambiente che tenderebbe a riappropriarsi di tutto
non appena la mano dell'uomo si fermasse per mantenere quel poco che ha
realizzato. Il caldo è ancora asfissiante e pure oggi il vento è contrario ma la tappa
sarà abbastanza breve.
La fine del deserto è quasi istantanea, un canale di irrigazione
delimita i sobborghi di Chardzev, iniziano nuovamente
i vasti campi di cotone e di grano.
L'ingresso in città non è
un bello spettacolo, vecchie fabbriche, ricordo dell'industria pesante
sovietica abbandonate perché rimaste senza materia prima.
In mattinata ci arriva una buona notizia... alle 15.00
andiamo a recuperare all'aereoporto la bicicletta di
Alberto L.G.
A pranzo la nostra
preziosa guida Yulia ci porta in un ottimo ristorantino e tutti riescono a soddisfare i propri
appetiti gustando anche alcune specialità turcmene
come il Persico del mar Caspio, gli spiedini di
montone ed il riso con le verdure stufate.
Durante la siesta ci
arriva da Andrea Pizzato, via
satellitare, un'altra buona e
ormai insperata notizia, confermata poi dall'ambasciata italiana a Tbilisi: la polizia georgiana ha recuperato le due bici, le
ruote di scorta ed altro materiale tra quello rubato a Tiblisi.
La ferita del furto subito ancora non è chiusa e l'inventario di quanto sparito
si arrichisce di giorno in giorno, con nuove scoperte
di materiale mancante, ma, intanto, stasera festeggeremo alla grande.
Il punto tecnico
Partenza ore 7.45. Arrivo ore 12.05
Ore di corsa: 3h 30m Media
22.8 km/h
Km. di tappa: 80
Km. totali: 5154