5 giugno
Mary - Repetek
(Turkmenistan)di km. 187
(5074)
Sappiamo che ci aspetta
una tappa molto dura soprattutto per il caldo del deserto.
A cena si é deciso di
partire alle 5.00 con sveglia alle 4.30 (01.30 ore
italiane) e puntualmente Genesio riesce a portarci nella hall dove ci aspetta
la colazione preparata la sera prima. Ma
non riusciamo a lasciare Mary
prima delle 5.45 con 14.5 °C. Stiamo già pedalando verso est quando il sole si
presenta come una palla rossa infuocata di fronte a noi; ancora non scalda
troppo ed è piacevole pedalare per i primi 30 chilometri senza vento
attraversando una bella campagna coltivata e bene irrigata da una fitta rete di
canali.
Nei sobborghi della città
troviamo diverse persone che partono per i campi attendendo sui bordi della strada accovacciati al modo arabo, mandrie di capre,
mucche e dromedari ci attraversano la strada.
Un paio di volte dei cani
sbucano improvvisamente costringendo il gruppo a delle volatone;
una volta il polpaccio di Giammaria è a rischio e ci pensa Genesio a
sorprendere il cane spruzzandogli acqua in muso con la borraccia…. Brevetteremo
il sistema.
Dopo Mary iniziano le coltivazioni
intensive di cotone, una delle ricchezze del Turkmenistan,
ma lentamente vanno diradandosi lasciando posto al deserto. Dopo l'ennesimo
posto di blocco con controllo passaporti ripartiamo con la temperatura che è aumentata a 32 °C. E siamo nel deserto. Il paesaggio è assolutamente piatto a 360°C , sono rimaste solo dune sabbiose non molto alte con alcune piante cespugliose che lottano per
sopravvivere; la temperatura aumenta rapidamente ed in breve arriva a oltre i
40 °C
Ci sorprende, in questo
ambiente selvaggio, solitario e inospitale, la presenza di un
signore vestito di nero (!) con valigetta 24 ore in attesa (di cosa?) al
bordo della strada.
L’acqua nelle borracce
diventa imbevibile, è troppo calda e prende gusto da gomma, è necessaria più
volte l’assistenza del furgone per rifornire di acqua fresca mentre quella
tiepida delle borracce, anche se preziosa acqua potabile, la utilizziamo per
bagnarci la testa. L’acqua costa 10 volte la benzina; una
bottiglia da 2 litri costa circa 1000 lire; il gasolio 40 lire il litro.
Alle 12.10 arriva la
sosta dopo 122 Km anche all’ombra il termometro segna 38.5 al
sole sul manubrio della bicicletta avevamo oltre 45 °C.
Quando ripartiamo sono le
17 e mancano 65 km. a fine tappa. L'atmosfera è ancora di fuoco ma la
temperatura va lentamente abbassandosi. E', comunque, una sofferenza un po' per tutti, tanto più che all'arrivo, alla riserva
naturale di Repetek (centro statale sulla biosfera
desertica con museo su flora e fauna ) non troviamo neanche un goccio d'acqua nè per bere (la nostra é calda) ne per lavarci. C'è solo da
dormire. Ripieghiamo su un piccolo bar lì vicino, dove ceniamo e ci laviamo
alla buona su un lavandino del cortile.Ci aspettavamo una dura giornata, oggi.
Una volta tanto previsioni centrate!
Il punto tecnico
Strada con fondo peggiore
dei giorni precedenti. Entrando in una buca Nilo fora per la quarta volta. Il
deserto è veramente duro, ciclisticamente, perché il
caldo secco sembra non farti sudare. Sei sempre
asciutto ma è proprio questo caldo che ti prosciuga senza che tu ne ne renda conto. Bisogna bere sempre, poco ma continuamente. E’ anche
saggio non ascoltare la vocina dentro di te che ti dice non fermarti perché stai bene, ed invece,
prima di mezzogiorno, fare uno stop di almeno 4-5 ore, aspettando che la
temperatura diminuisca. Oggi lo stop é durato dalle 12 alle 17.
Partenza ore 5.45. Arrivo ore 20.15
Ore di corsa: 8.30 Media
22 km/h
Km. di tappa: 187
Km. totali:
5074