4 giugno

Mary (Turkmenistan) - sosta -  (4887)

 

Una precisazione sugli orari in cui teniamo acceso il satellitare: normalmente 13-16 locali e 21.30-23.

Può però capitare che gli orari di sosta siano spostati, avanti o indietro, anche di mezz'ora, per necessità logistiche. Garantiamo comunque l'accensione per almeno 4 ore al giorno

 

Oggi visitiamo le rovine di Merv, l'antica Margiana.Merv era una delle stazione di sosta della Via della seta, fondata nel VI secolo a. C. dagli zoroastriani. Ai tempi di Alessandro Magno si chiamava Margiana ed ebbe il suo momento di splendore durante il regno dei Selgiuchidi che la resero capitale e divenne dopo Bagdad la più grande città del mondo islamico. Nel 1221 i mongoli, capitanati da Genghis Kan, la distrussero e la rasero al suolo uccidendo tutti i suoi abitanti, forse più di 1.000.000.

 La città si trova a 27 km da Mary e andiamo tutti col minibus, alzandoci alle 6.30 per evitare le ore calde. Dobbiamo però fare anche rifornimento di acqua, andare ad un mercato vivace per trovare qualche tappetino turkmeno, al di fuori del classico circuito turistico (ma non troviamo quello che ci soddisfa) e, alla fine, visitiamo il sito archeologico proprio nelle ore calde, dalle 9.30 alle 13.30. E' difficile, in queste condizioni, apprezzare quanto resta dell'antica Merv; è difficile cogliere le suggestioni che la storia ispira attraverso questi cumuli di terra nei quali solo l'archeologo esperto od appassionato legge le tracce del passato. Anche lo stato di conservazione e l'opera di restauro non sono all'altezza dell'importanza di questo sito. I 40° all'ombra, poi, non favoriscono la continuità della nostra concentrazione.

La guida cerca di stimolare la nostra fantasia con immagini di riproduzioni ed ipotesi di planimetrie, i pochi mattoni che emergono dalla sabbia dovrebbero popolarsi di antichi cavalieri, di giardini con oasi fiabesche.... ma è rimasto veramente poco, ciò che colpisce di più è la vastità del sito (1100 ettari) malinconicamente abbandonato ed assediato dal deserto.

Come al solito l'esperienza più significativa diventa l'incontro con la gente, l'ospitalità del popolo turkmeno. Quando visitiamo la nuova moschea e la medressa veniamo invitati da un folto gruppo di fedeli a sedere e prendere il the e le focacce, riusciamo in qualche modo a comunicare e ci dimostrano tutto il loro interesse ed accoglienza. Il più anziano ci apre la moschea e recita alcune "sure" del Corano in onore ed a favore del nostro viaggio.

Siamo accolti da una delegazione municipale e riusciamo ad aggiugere un nuovo timbro sulla pergamena da portare a Pechino. Gli Stati attraversati sono  già nove.

 

La bici di Alberto è ancora bloccata a Francoforte, ci hanno assicurato che con il primo volo disponibile arriverà domani sera ad Ashgabat per cui l'ultima speranza per averla prima del confine Uzbeko è che ci raggiunga entro venerdì a Chardzhev.

 

Durante la siesta pomeridiana Andrea Pizzato, al satellitare, ci comunica di aver sentito che potrebbero esserci problemi al confine Kazhaco - Cinese per alcune tensioni locali. Mancano ancora 20 giorni al nostro passaggio, seguiremo gli sviluppi della situazione ed ad Alma Aty  incontreremo l'ambasciata Italiana per informazioni.

 

Tornando all'albergo avevamo recitato novene scarmantiche contro un gruppo di arabi che hanno prenotato per questa notte al nostro stesso albergo, costringendoci ad andarcene nell'altro hotel, molto "modesto".  Speriamo che almeno questa volta la fortuna giri e gli arabi non si facciano vivi. Difenderemo a viva forza il nostro posto letto.

A volte vien da pensare che il giorno di riposo faccia più male che bene: ci attacchiamo alle piccole cose, come questa situazione degli arabi, o pensiamo a casa, ai giorni che mancano, alle difficoltà che devono tutte venire. Pedalando, almeno, si è concentrati su ciò che conta, che è più significativo per noi. E vivere  l'avventura vuol dire, appunto, gustare ciò che si sta facendo nel momento in cui la si fa, non mesi dopo, vuol dire pensare: "Porca miseria, son già 'volati' 40 giorni" e non, invece, contare i giorni che mancano..... Ma anche queste son riflessioni da giorno di riposo.

Domani il vero deserto. Domani non si scherza e, forse, penseremo, pedaleremo e penseremo.