2 giugno

Ashgabat - Dusak di km. 174    (4695)

 

Si riparte finalmente: negli ultimi otto giorni abbiamo pedalato per tre soltanto!

Ieri sera siamo stati al ristorante dell'hotel Nissa, gestito e frequentato da italiani. Ci siamo fatti fare un piatto regale di spaghetti dal cuoco di Fontanelle di Conco che avevamo conosciuto al bazar, due giorni prima.

Stamattina carichiamo il furgone esiamo in strada per le sette. C'é  poco da raccontare, oggi: caldo come al solito, strada piatta, paesaggio uniforme, quasi monotono. Siamo nella regione sud del Turkmenistan, quella più fittamente coperta da una rete di canali di irrigazione, per cui non manca il verde dell'erba, di qualche vigneto e frutteto. Non siamo nel deserto, insomma ma l'agricoltura non sembra molto sviluppata o redditizia.

Il paesaggio è una steppa arida sovrastato a breve distanza dalle montagne che dividono il Turkmenistan dall'Iran. La terra arsa non offre molte attrazioni e bisogna cercare i particolari per coglierne l'intensità ed il prezioso contenuto. Prima della sosta la carovana dei ciclisti si affianca ad un gregge di dromedari ed è un momento molto intenso, nelle scarse pozze d'acqua trampolieri colorati si alzano al nostro passaggio.

Una cosa strana é che siamo in otto ciclisti con sette biciclette. Attendiamo sempre notizie dalla Lufthansa sulla bici di Alberto. Così oggi pedaliamo un po' a turno, scambiandoci le bici. Il vento non ci è stato amico, e alla fine dei 174 km siamo un po' stanchi. Non c'é hotel a Dusak, piccolo villaggio in cui è in corso una festa di matrimonio. Alloggiamo alla stazione dei treni, quattro vecchi letti per stanza, tre lavandini per lavarci. A cena andiamo lì vicino, seduti sulla solita pedana di legno. Gianmaria e Genesio non ce la fanno e vanno in camera a mangiare pane e marmellata.

 

Il punto tecnico

 

Partenza ore 7. Arrivo ore 19.15

Ore di corsa 7.30. Media 22.8 km/h

Km. di tappa: 174

Km. totali  4695