26 maggio

Baku  (Azerbaijan) .... Turkmenbashi (Turkmenistan) via mare  (3929)

 

Giornata di riposo attivo. Ancora una volta non abbiamo utilizzato le buone strutture dell'albergo (piscina, gymnasium) per sistemare tutti i bagagli. Splendida giornata di sole in riva al mare, dove stazionano piattaforme petrolifere. Eppure il Caspio, qui, è di un bel colore verde-blu, e c'è perfino

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una spiaggetta privata nell'albergo. Ci sono più guardie armate che clienti, evidentemente la sicurezza è il problema più importante.

Ieri sera siamo andati in centro Baku (l'albergo è a 15 km. dal centro) e abbiamo cenato al "Dolce vita", un ristorante italiano senza personale italiano. Ma la pizza, il pollo al marsala, i fusilli all'emiliana erano veramente buoni. 15 dollari il menù completo.

Arrivando a Baku una vasta area lungo il mare è coperta di pozzi di petrolio con le pompe che continuano a estrarre. Qualche pompa perfino in mezzo alle case, in un paesaggio da film western, con lo sfondo della montagna arida e sabbiosa dove la periferia di Baku si estende con piccole case circondate da alberi e dal verde, in fortissimo contrasto con il resto dell'ambiente. Bakù è vivace nel suo centro a isola pedonale. Moltissimi ragazzi, poche ragazze. Sul lungomare abbiamo assistito ad un "rito" strano: in mezzo a frotte di ragazzi che passeggiavano, ogni tanto passava una ragazza, che veniva circondata da tutti i ragazzi a formare un cerchio attorno, quasi a farle festa.

Oggi, alle 12. è arrivato Sergio Purin, l'amico che lavora qui da tre anni per la Sisam Trans. Con un camioncino abbiamo caricato tutto il materiale e ci siamo avviati verso il porto di Baku. Lui in auto, noi tutti dietro in bici, il camioncino a chiudere la fila. Ci ha fatto fare un giro turistico per il centro, abbiamo visto gli antichi palazzi e quelli, vecchi, dell'epoca sovietica. Molta gente in giro, il sabato pomeriggio, specialmente giovani. Insomma, non ci portiamo via una brutta immagine di Baku. Poi, al porto, la trafila dei biglietti, della dogana, del traghetto. Alla fine per traghettare (18 h. di traversata) spendiamo più di 400.000 lire a testa! Sarebbe tutto da raccontare, ma vado solo per sommi capi. E' già un'impresa trovare dove fare i biglietti (senza Sergio non ci saremmo riusciti), poi sono diversi gli uffici in cui fa il biglietto Enzo e quelli in cui li facciamo noi (perché noi abbiamo un veicolo al seguito, la bici, lui no). Poi i funzionari misurano, metro alla mano, la lunghezza della bici, come se fosse un auto, perché la tariffa va a metro lineare. E ci fanno pagare anche l'assicurazione sulla bici, insomma 181 dollari a testa per una cabina, dicono, doppia con bagno e doccia separati. Poi controlli. avanti, indietro, prima fanno passare il camioncino con i bagagli, poi lo fanno tornare indietro, poi ancora avanti, poi altri 6 dollari a testa, non so perché. Alla fine, in qualche modo, alle 17.30 siamo sul traghetto, scarichiamo tutto, facciamo partire il camioncino, salutiamo Sergio, foto con tutti ...

Il marinaio ci mostra le nostre cabine: che sozzura ragazzi, niente doccia, niente bagno, quattro cuccette senza materassi, ma con tanti strani animaletti. Ci propongono di darci una cabina usata da loro, marinai, doppia cuccetta, bagno, doccia. Ci sono scarafaggi, ma è un  lusso rispetto alle altre. Altri venti dollari. Accettiamo. Il bello è che avevavamo già letto il copione sulla guida "Asia Centrale" della Lonely Planet. La guida dice esattamente questo: attenti, che poi sulla nave le cabine saranno talmente schifose che accetterete l'offerta dei marinai che cedono la loro cabina a pochi dollari. Ed, effettivamente, pensavo a queste parole quando i marinai ci accompagnavano nelle loro cabine offrendocele a dieci dollari. Mi sembrava di recitare in un film. L'abbiamo recitato tutto fino in fondo. Sistemate le cose più preziose in cabina, le altre le affidiamo al nostromo nella stiva. Speriamo bene. Sono le 20 e il sole sta tramontando. Ci ritroviamo tutti sul ponte, ad un tavolo, e con vino georgiano, miele, marmellata, coppa e bresaola "Brunello", allestiamo la cena. Non manca nemmeno la nutella. Vada come vada, stanotte. Intanto questa cena in mezzo al mare, con la  brezza del tramonto che si fa sempre più forte e ci porta via i bicchieri, ce la godiamo tutta.