25 maggio

Jevlach - Baku  (Azerbaijan) di km. 0   (3929)

 

Oggi č un giorno di "lutto" per noi ciclisti. Siamo costretti a raccontare una tappa non percorsa, una tappa che si preannunciava lunga ma divertente come quella di ieri, con il vento a favore e con l'arrivo sul mar Caspio, a Baku, la capitale dell'Azerbaijan. Il comportamento di Sedat, uno degli autisti, ha superato ogni limite di tolleranza e in una rapida riunione decidiamo di chiudere ogni tipo di rapporto con lui. Purtroppo non ci sono alternative, a Jevlach, che ci permettano di trovare pulmini sostitutivi. A Baku si va tutti in furgone, subito, bici, bagagli, ciclisti e autisti. La decisione, molto grave, avviene all'unanimitą, e chi conosce, ad esempio, Antonio G. o Genesio o Gianmaria sa bene quanto questo sia loro costato. A Bakł, finalmente, concludiamo il romanzo "Robe turche", con un calcio in culo a Sedat. Non vogliamo parlarne pił.

 

Ora pensiamo al domani. Bisogna recuperare il materiale per imballare tutti i nostri bagagli, viveri, computers, stampante, materiale fotografico. Antonio, Giovanni e Nilo vanno al bazar per recuperare sacchi, borsoni, spago; gli altri impaccano, ammassano, compattano gli spazi. Domani, se il traghetto partirą, comincerą un'altra battaglia.