25 maggio
Jevlach - Baku (Azerbaijan) di km.
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Oggi č un giorno di
"lutto" per noi ciclisti. Siamo costretti a raccontare una tappa non percorsa, una tappa che si preannunciava lunga ma
divertente come quella di ieri, con il vento a favore e con l'arrivo sul mar Caspio, a Baku, la capitale dell'Azerbaijan. Il comportamento di Sedat,
uno degli autisti, ha superato ogni limite di tolleranza e in una rapida
riunione decidiamo di chiudere ogni tipo di rapporto
con lui. Purtroppo non ci sono alternative, a Jevlach,
che ci permettano di trovare pulmini sostitutivi. A Baku
si va tutti in furgone, subito, bici, bagagli, ciclisti e autisti. La
decisione, molto grave, avviene all'unanimitą, e chi conosce, ad esempio,
Antonio G. o Genesio o Gianmaria sa bene quanto questo
sia loro costato. A Bakł, finalmente, concludiamo il
romanzo "Robe turche", con un calcio in culo
a Sedat. Non vogliamo parlarne pił.
Ora pensiamo al domani.
Bisogna recuperare il materiale per imballare tutti i nostri bagagli, viveri, computers, stampante, materiale fotografico. Antonio,
Giovanni e Nilo vanno al bazar per recuperare sacchi, borsoni, spago; gli altri
impaccano, ammassano, compattano gli spazi. Domani, se il traghetto partirą,
comincerą un'altra battaglia.