24 maggio
Qazax - Jevlach (Azerbaijan) di km.
180 (3929)
Il romanzo degli autisti
continua (titolo: "Robe turche"), ma lo racconteremo in altra sede.
Oggi Mr. Eolo ci ha fatto
un gran regalo. Ci ha spinto per 150 km con una forza
mai sperimentata prima, da nessuno di noi, nella nostra vita ciclistica. A
tratti, anche lunghi, senza pedalare a 40 km/h.
Ne uscita una media che, credo, mai più ripeteremo.
Ieri sera abbiamo
attentamente consultato la mappa stradale e alla fine abbiamo deciso di
modificare tappe e itinerario. Non seguiremo la pedemontana
per Gojcaj e Samachy, fino
a Baku, ma resteremo sulla principale, la M4, che
attraversa le "steppe" pianeggianti fino al Caspio
per poi risalire verso nord a Baku. In questo modo
pensiamo di suddividere in modo più equilibrato i 450 km che ci separano dalla
capitale dell'Azerbaijan. Bisogna, infatti, tener
conto di come sono dislocate le città
grandi, dove è più probabile trovare un alloggio alla
sera. Così stasera saremo a Jevlach, domani a Gazymammad, sabato a Baku. In
teoria. Poi si vedrà.
In mattinata qualche difficoltà a reperire acqua in
bottiglia (a prezzzo decente). Se
pensiamo che con un litro d'acqua se ne comprano quattro di gasolio vien voglia di
mettere le bici a gasolio. La moneta locale è il manat
che vale circa mezza lira italiana. Qui il gasolio viene venduto a 750 manat, cioè 375 lire italiane.
La strada è una nastro di
buon asfalto. A noi ciclisti sembra un unico rettilineo di 400 km fino alla
capitale. Le greggi sono molto frequenti e, quando
sono in mezzo alla strada, i loro cani sono alquanto aggressivi e attaccano
perfino le automobili di passaggio sentendo le pecore in pericolo. E' capitato
così anche a noi e dovremo stare ancora più attenti perché non sempre avremo il
vento a favore che ci consente di scappare via a 50 km/h.
Eravamo stati colpiti
dalla povertà vista attraversando la Georgia. Qui non è certo meglio. Anche
città grandi, come Gandza, le seconda del paese, sono
di una desolazione sconsolante. Non saprei raccontare le sensazioni che abbiamo
provato vedendo lo stato di sfacelo e di abbandono delle case
"abitate", le venditrici di tanichette di
benzina lungo le strade, le portatrici di taniconi di
benzina, avanti e indietro tutto il giorno, dalla frontiera azera
a quella georgiana (dove il gasolio costa il doppio), e la tristezza nel vedere
gli edifici a 10-15 piani, alveari fatiscenti, con antenne paraboliche. Quale
speranza per questa gente? Eppure l'Azerbaijan, a
differenza della Georgia, ha il petrolio, ha una risorsa da sfruttare meglio
per il futuro della sua gente.
Il paesaggio, come detto,
è andato mutando e ora assomiglia più a una steppa che ad un pascolo magro. Qua
e là tracce di deserto, dove l'erba lascia posto alla sabbia. Fuori Gandza vediamo all'orizzonte davanti a noi una nuvola
rossastra quasi a sbarrarci la strada. Il vento fortissimo ha creato una
piccola tempesta di sabbia. Vediamo con preoccupazione le auto scomparirci
dentro. Ci fermiamo, ci copriamo orecchi, bocca e naso con un fazzoletto e partiamo. Dentro è un piccolo
inferno; scompariamo l'un l'altro dalla vista, pur essendo vicini, e dobbiamo
pedalare in una posizione strana in sella per girare le spalle al vento che ci
arriva di traverso. Pensiamo che le vere tempeste di
sabbia, se le troveremo, ci costringeranno veramente a fermarci.
Arriviamo a Jevlach alle 14.45 ma non esiste albergo. L'unico che c'era
è stato requisito per alloggiare i profughi
azeri dal Nagorno Karabach. E' una caratteristica delle ex repubbliche
sovietiche. Il regime, negli anni passati ha strategicamente mescolato etnie
diverse, spostando milioni di persone dal loro luogo di origine. Così ora, in
qualsiasi parte si origini un conflitto per
l'autonomia di una repubblica o di una provincia, è inevitabile che in quel
luogo si trovino popoplazioni che verranno costrette a scappare per rientrare nella
terra d'origine.
Prendiamo un pulmino che
ci porta in un albergo (?) a 40 km. di distanza, tornando praticamente
indietro, sulla strada già percorsa. Domani ripartiremo da Jevlach,
dove siamo arrivati stasera. Ci hanno già avvertito che non ci sono alberghi
fino a Baku. Stiamo valutando di fare una sola grande
tappa, invece di due. Se Eolo ci aiuterà ancora proveremo.
Il punto tecnico
Strada come ieri, buona
con alcuni tratti di buche, pianeggiante. Forte vento
a favore.
Partenza ore 8. Arrivo ore 14.45
Ore di corsa 5.35 Media 32.2
km/h
km. 180 (totali: 3929)