21 maggio
Surami - Tbilisi di km. 160
(3634)
Piove tutta la notte e
anche il mattino. I tre autisti, ieri sera, non li abbiamo più visti. Sono andati a dormire da un'altra parte, con il furgone dei
viveri. Ieri ci hanno chiesto altri dollari per alloggio e visti ma non abbiamo
aggiunto nulla a quanto già loro dato. Stamattina si presentano tranquilli
verso le 10, così possiamo partire. Ma uno dei due furgoni se ne va subito
avanti "per fare colazione" ci dicono. E' impossibile comunicare con
loro.
Dopo i primi km. già il tempo migliora ed esce il sole. Non fa caldo, però
perché tira un forte vento, a favore. La vallata che porta a Gori è splendida: colline rotondeggianti, una croce,
ogni tanto, sulla sommità a indicare che non siamo più in un paese mussulmano,
verde e poi verde, natura rigogliosa. Di
solito diciamo: "guarda, il paesaggio assomiglia
alla nostra ......". Questo paesaggio è unico, non assomiglia a nulla visto prima. L'agricoltura mostra una potenzialità
enorme, non ancora sfruttata.
Gori, paese natale di Stalin. Deviamo proprio per
visitare la casa natale, il museo, il vagone ferroviario che lo trasportava
(come oggi l'aereo presidenziale). Ripartiamo con il vento in poppa, finchè incontriamo il gruppo di giovani ciclisti che ci
vengono incontro da Tbilisi. Arriviamo nella capitale
della Georgia e ci sembra un altro mondo. Come l'arrivo in Georgia dalla
Turchia ci ha traumatizzato per il radicale cambiamento, così restiamo sorpresi
della differenza fra il mondo povero e contadino visto fuori
dalla capitale e la modernità, la vivacità, il traffico, le nuove
edificazioni di questa grande città da un milione e mezzo di abitanti.
Splendide le chiese e i monasteri che vediamo nella luce del
tramonto, sia nelle colline attorno alla capitale che nella città
stessa. Purtroppo, anche stasera arriviamo alle 19, e ,dopo
l'incontro davanti al municipio, con il
sindaco, ci sono altri 15 km terribili perché contro vento, un fortissimo
vento. Ad un certo punto vediamo Genesio buttare per terra la bici e mettersi a
correre come un forsennato ...... dietro al berrettino
che il vento gli ha strappato dalla testa (ma ... e il casco?). Il nostro
"hotel" stasera ha elettricità,
le docce (fuori, in un altro edificio) anche se pare più un carcere, con
sbarre dappertutto. E' un centro
olimpico, da qui escono gli atleti per le olimpiadi. A cena
tutti insieme, a Mtsheta, l'antica capitale
della Georgia, con il presidente della federazione ciclistica georgiana e altre
quindici persone. Lotta feroce, alla fine, tra noi e i nostri
"ospiti", per il conto. Li avevamo invitati noi ma han voluto offrire loro.
A noi toccherà in Italia!
Il punto tecnico
Foratura di Antonio T. proprio a fine tappa. Percorso quasi tutto pianeggiante,
fondo discreto, vento a favore. Il chilometraggio è più alto del previsto a
causa di due deviazioni (Gori e Tbilisi).
Partenza ore 10.50 Arrvo ore 19.10
Ore di corsa 6.15. Media
25 km/h
km. 160 (totali: 3634)