18 maggio, venerdì

Trabzon - Hopa di km. 167 - (totali: 3217)

 

Ieri pomeriggio siamo ritornati, tutti insieme, alla chiesa cattolica di Santa Maria e siamo rimasti un po' a parlare con Nico Roman. Gli abbiamo lasciato parte dei nostri viveri (prosciutto e grana, confezionati sotto vuoto) in segno di riconoscenza per l'accoglienza che ci aveva preparato. Poi passeggiata in centro, vivace e molto affollato, un salto in un internet caffè per l'aggiornamento, il saluto definitivo alla città. A cena ha telefonato Adil, il turco che ci ha noleggiato il minibus, per comunicarci che a Hopa faremo il cambio sia del pulmino che dell'autista. E' stata una doccia fredda per noi e anche per Ibrahim a cui ormai siamo legati. Adil ha giustificato la scelta dicendo che un pulmino georgiano è più sicuro di uno turco, in Georgia (furti?), ma poteva saperlo anche prima, e, poi, l'accordo era proprio che non si dovesse cambiare mezzo da Istanbul a Baku. E pensare che proprio la mattina avevamo scaricato completamente il bus per ricaricarlo in modo funzionale per i successivi 10 giorni! Vedremo stasera com'è il nuovo mezzo.

Giornata tranquilla, oggi, con  sole ed aria fresca. Il pomeriggio, però, le nuvole a ovest, sulle montagne hanno costantemente nascosto il sole, pur vedendo  sempre, davanti a noi e sul mare, il cielo azzurro. La strada è quasi monotona, sempre in riva al mare. Sono 100 km di  continuo cantiere per il raddoppio della carreggiata, l'asfalto è granuloso, con molte buche, la strada è stretta, e per fortuna la polizia ancora una volta ci dà una mano controllando il traffico. Alle intensive coltivazioni di nocciole di ieri si sono sostituite quelle del the. Attorno a Rize  le pendici della montagna sono ricoperte di piantine da sembrare i colli di Valdobbiadene ricoperti di Prosecco e Cartizze. Deve essere l'epoca del raccolto perché vediamo le donne, con sacchi e carrettini pieni delle preziose foglioline, recarsi alla pesatura. Alle 13 consueta sosta per gli spaghetti, in riva al mare, poi, alle 14, partiamo per l'ultima parte della tappa.

Per una decina di km., la montagna, verdissima di felci e ontani, picchia direttamente sul mare: la strada, però, continua a correre in basso, sulla riva, a volte scavata nella montagna dalla quale scendono numerose cascatelle, sorgenti, torrenti. La roccia sembra porfido o basalto, impermeabile, dunque, e questo spiega la ricchezza d'acqua. Poi di nuovo  il  the. Vediamo nelle città le prime fabbriche per la lavorazione delle piantine e la produzione dei pacchetti confezionati, e siamo già alle porte di Hopa, la nostra ultima notte in Turchia.

Anche oggi molta festa intorno ai ciclisti, specialmente da parte dei ragazzi e dei bambini delle scuole. E' bello vedere queste frotte di ragazzini, (qui nelle scuole gli alunni hanno tutti la stessa divisa, i maschietti, ad esempio,  giacca e cravatta!) accorrere dai cortili, durante la ricreazione, ai bordi delle strade, per salutarci.

Tutti noi siamo in buona salute. Anche la mia schiena, oggi, si è ben comportata ed ho potuto rimontare in sella e percorrere i 167 km.

 

Il punto tecnico

 

Strada quasi piatta, sempre in riva al mare, a ridosso della montagna. Fondo così così. Foratura di Nilo a 5 km. da Hopa, in galleria buia, in discesa, causa una buca. E' la quinta foratura complessiva.

Partenza 8.30 arrivo 17.00

Ore di corsa 6.30. Media 25.3 km/h

km. percorsi: 167

km. totali 3217