17 maggio,
giovedì
Trabzon - giornata di riposo - (totali: 3050)
Stanotte uno di noi ha
"fatto tardi". Con Ibrahim
e Tarkan
(meccanico ciclista di Trabzon) ha visitato la
Trabzon notturna ed è rientrato dopo l'una.
Stamattina si vedeva chiaramente, a colazione, di chi si trattava:
"Molto interessante", questo
il suo commento.
Finalmente si può dormire
un'ora in più (colazione alle otto) e il sole si fa vedere, splendido, a
illuminare il mare, ora verde e non più nero.
Anche oggi un problema da
risolvere: è destino, evidentemente, che le giornate che dovevano essere
vissute da "turisti" debbano, invece, essere impegnate in problemi organizzative.
Le borse dei medicinali, inviate via TNT dall'Italia a
Trabzon, non sono arrivate. Sono
ferme a Istanbul, in attesa di sdoganamento.
Perdiamo due ore solo per capire perché, solo per pensare a una soluzione, senza peraltro trovarla. Ci
penserà, speriamo, la TNT stessa. E' suo compito e dovere.
Proprio per avere un
recapito a Trabzon, dove spedire la merce, avevamo
prenotato il soggiorno presso l'ostello dell'unica chiesa cattolica sul Mar
Nero, la Sankta Maria Katolik Kilisesi, costruita dai
cappuccini francesi nel 1869. Camere semplici e pulite, docce calde. Siamo
saliti lassù, stamattina, Enzo ed io, per spiegare a Nico Roman,
diacono rumeno che gestisce chiesa ed ostello e che parla un buon italiano,
perché non siamo andati da lui ieri sera, essendo stati "costretti"
ad accettare l'ospitalità del consueto Centro Sportivo. Ci siamo scusati con Nico e il nostro
dispiacere è diventato un po' rimpianto, un po'
rimorso, quando ci ha mostrato l'accoglienza che avevavno
riservato a noi. L'ostello è semplice, pulito, pochi
posti letto, praticamente in centro città, con annessa chiesa, cappella,
cantina per riporre e pulire le bici, sala cucina e pranzo da usare
liberamente, locale lavanderia con terrazza
stendibiancheria enorme, all'aria e al sole. Proprio quanto ci è sempre
mancato, dovendo pensare anche al bucato. E oggi,
giorno di sosta, sarebbe stato l'ideale. Loro ci aspettavano colmi di gioia
(avevano rifiutato ospitalità ad alcuni turisti, poichè
aspettavano noi!), sia perché volevano dialogare in italiano sia per il piacere
di condividere la loro casa con dei "cristiani cattolici", essendo la
loro vita qui a Trabzon, in mezzo ai mussulmani, un po' difficile.
Essere ospitali è la loro
regola: non chiedono nulla in cambio, a nessuno, indipendentemente dal credo
professato. Chi vuole lascia un'offerta. Abbiamo lasciato l'equivalente del
nostro pernottamento in albergo e ci è parso ancora poco, visto che ci hanno
aiutato anche telefonando a Istanbul, all'aereoporto,
per lo sdoganamento della merce attesa.
Enzo se ne è andato con Ibrahim, per il suo servizio fotografico, ad Agya Sofia, chiesa bizantina del XIII secolo, trasformata
poi in moschea (con la copertura degli affreschi) e
ora di nuovo chiesa- museo (dopo aver riportato alla luce gli affreschi
originari). Vorremmo recarci al Monastero Sumela, 45
km. da qui, in montagna, due ore di strada, compresa la mezz'ora finale a
piedi. Abbiamo visto le foto del monastero, in una posizione inacessibile,
incassato fra le rocce strapiombanti: siamo rimasti incantati e ci piacerebbe
visitarlo. Ma, ancora una volta, "non c'è tempo". Ci portiamo, così,
per il pranzo, a 20 km. da Trabzon, in riva al mare.
Sono le 3 del pomeriggio. Scrivo il diario seduto su una panchina di un chiosco
abbandonato, sopra la scogliera, in attesa della pasta
che i ciclisti-cuochi stanno preparando con l'attrezzatura da cucina del
furgone. Se alzo gli occhi resto abbagliato dalla luce
del sole riflesso sul mare azzurro verde, dieci metri sotto di noi. Non sarà
come al monastero di Sumela ma la luce accecante
dell'acqua, il profumo di mare mescolato a quello di sugo di pomodoro, il
frenetico lavoro dei cuochi attorno al pentolone, la fame delle ore 3 del
pomeriggio; tutto, insomma, aiuta a goderci il tempo che stiamo vivendo
insieme, a saldare la nostra amicizia. Questa è, forse, la cosa più importante,
ora.
Il punto tecnico
Mattinata dedicata alla
riparazione e pulizia delle bici. Il meccanico ciclista che ieri ci ha
accompagnato per molti km. è venuto stamattina da noi
per il check up delle bici. Qualche centratura delle
ruote, sistemazione di qualche cambio che grattava.
km. percorsi:
0
km. totali 3050
Il punto del fotografo
Ad Agya
Sofia non è pernesso lavorare con il treppiede. Qui
ho potuto apprezzare le potenzialità della digitale D30 avendo potuto variare
continuamente la sensibilità, fino a IS0 1600/33.