16 maggio,
mercoledì
Ordu - Trabzon di km. 184 (totali: 3055)
Il sole non è stato con
noi, oggi, ma nemmeno la pioggia, ed è già molto. Nuvole alte, tendenza al
sereno, ma il sole si è visto poco. La temperatura, comunque, è stata ideale
per correre.
Ieri sera gli amici del
centro sportivo che ci ha ospitato hanno voluto accompagnarci in un locale
tipico di Ordu, insieme a due ragazze, insegnanti di
inglese, che fungevano da interpreti.
Così, dopo cena, siamo
saliti a circa 800 m, in montagna, proprio sopra Ordu,
presso un belvedere dal quale si gode una vista magnifica su tutto la baia e i
dintorni della città. Di sera, poi, schiarito un po' il
cielo, le luci in basso creavano uno spettacolo indimenticabile. Qualcuno è
venuto di malavoglia, avrebbe preferito andare a letto subito, ma la
maggioranza ha capito il senso di questi incontri, di
queste semplici "evasioni" dal mondo del solo pedalare. E' la prima
volta in venti giorni che ci concediamo un'uscita serale. Stranamente anche per
le due insegnanti di inglese era la prima volta, dopo tanto tempo. Ci hanno
raccontato di quanto devono lavorare a scuola (una di loro ha 34 ore di
insegnamento in classe, da sola, la
settimana) e di come il loro tempo libero, di sera, lo debbano dedicare
al lavoro di preparazione didattica. Problemi della scuola in Turchia e in
Italia, occasioni per fare amicizia, per approfondire la conoscenza di genti e
paesi diversi.
Gli amici del centro
sportivo, invece, ci hanno spiegato come sia gestito
lo sport qui in Turchia. Sono molto frequenti questi Centri Sportivi: sono una
specie di collegio (anzi, un "college" - suona meglio!) nei quali i
ragazzi che si dedicano allo sport sono allenati,
educati e istruiti (vanno regolarmente a
scuola nella città dove risiede il Centro). Sono ragazzi di vari sport, non di uno in particolare, che si sono distinti per le
prestazioni agonistiche conseguite. Non mi pare ci sia nulla di simile in
Italia.
La serata si è conclusa
con una canta collettiva (era ora!!), nel minibus
guidato da Ibrahim, mentre tornavamo al Centro
Sportivo. Mi sono tornate in mente le frequenti "cante"
che facevamo sulla via di Mosca, pedalando, intonate tutte da Alberto Fiorin. Si cantava a squarciagola, mentre la gente si
girava sorpresa e divertita. Mi mancavano questi momenti e, così, ieri sera,
inevitabilmente, abbiamo pensato proprio ad Alberto: torna presto con noi, almeno come direttore
del coro!
Stamane strada quasi perfettamente pianeggiante, sempre sul
lungomare. A sinistra la spiaggia stretta, un po’ sabbiosa
un po' ghiaiosa, a destra la montagna, con frequenti torrenti che si buttano
nel Mar Nero.
La montagna è
completamente ricoperta di noccioli, coltivati intensivamente, una ricchezza
per la zona. Gorele, ad esempio, una cittadina di 26
mila abitanti, arriva a 100 mila nell'epoca della raccolta e della lavorazione
delle nocciole, molto pregiate.
A Gorele, 70 km. da Trabzon, ci viene incontro un gruppo di dieci ciclisti
locali per fare l'ultima parte di tappa
insieme. Facciamo una sosta perché sindaco e capitano dell'esercito ci vogliono
salutare. Viene come interprete un insegnante di inglese con tutta la sua
classe di liceo, ci offrono la "pide"
(pizza turca) , il the e il solito mazzo di fiori.
L'insegnante è felice perché gli diciamo, di fronte al sindaco, che le sue
alunne parlano bene l'inglese, meglio di noi. In realtà nessuno di noi conosce
bene l'inglese, né altra lingua, ma in qualche modo ci facciamo capire.
Quando il gruppo arriva a
Trabzon, 150 mila abitanti, la più importante città
turca sul Mar Nero, per storia e cultura, sono le 17.30. I ciclisti sono
diventati una ventina perché altri si sono aggregati
strada facendo. Il tempo si è nuovamente coperto ma abbiamo superato oggi i tre
mila km.,
il primo quarto del percorso!
Il punto tecnico
Partenza alle 9, arrivo
alle 17.30
La strada da Ordu a Trabzon è praticamente
tutta pianeggiante, corre parallela alla spiaggia e a poca distanza da essa. Fondo granuloso ma buono, per fortuna con meno buche
di ieri.
Ore effettive di corsa
7, media 26.5 km/h
Km. percorsi 184
Km. totali 3050
Il punto del fotografo
Ed eccoci
a Trabzon, l'antica Trebisonda. Anche oggi una
giornata grigia ma senza pioggia. Mi sono dedicato più a riprese
con la telecamera che a fotografare e mi sono divertito a riprendere i
"compagni di viaggio" impegnati nella fatica quotidiana di avvicin amento a Pechino. La telecamera che uso è una Canon XM 1 con obiettivo 20x 3CCD luminosità 4.2 - 84 mm 1:1,6 - 2,9 L IS.
Manegevolezza accompagnata da qualità e stabilità dell'immagine
davvero stupefacente. Provare per credere.
A proposito sapete perché
si dice "perdere la trebisonda"?
All'arrivo degli Ottomani
queste terre erano cristianizzate e si trovavano sotto la
giurisdizione di Bisanzio. I Turchi vollero convertire all'Islam gli
abitanti con le buone o con le cattive maniere. A Trebisonda, si dice per
paura, il vescovo e i dignitari si fecero musulmani, seguiti da tutta la
popolazione. Per premio il vescovo venne eletto Pascià.
Roba da "perdere la trebisonda".