14 maggio, lunedì

 

Merzifon - Samsun di km.  120 (totali: 2699)

 

La bufera di ieri sera e i tuoni di stanotte non promettevano nulla di buono. Ed è stato così.  Pure oggi pioggia e freddo, più di ieri.  Neanche le notizie "politiche" dall'Italia promettono nulla di buono (eccetto per Gianmaria, che oggi pagherà da bere a tutti).

Nuvoloni neri, nebbia, strada bagnata. La pioggia, per fortuna, non infierisce più di tanto, ma i 4 piccoli valichi che dobbiamo superare (tra i 700 e i 1000 metri di quota) ci  costringono a continui sbalzi di temperatura (accaldati in salita, infreddoliti in discesa). Non è il caso di fermarsi per la pasta delle ore 13, né, come avevamo ipotizzato ieri sera, di allungare la tappa di una cinquantina di km. per poter accorciare le due successive, molto impegnative. Siamo  "rientrati" nell'area di presenza dei club cicloturistici turchi (costa del Mar Nero)  per cui l'amico Murat, da Istanbul, riprende a coordinare l'organizzazione della nostra ospitalità. Riappare stabilmente la scorta della polizia, riprendono le telefonate dalle città che ci ospiteranno per comunicarci luoghi di ritrovo, hotel, forme di incontro.

E' un peccato che oggi non si sia potuto godere l'ambiente attraversato, cioè la regione di mezza montagna che arriva fino a Samsun, sul Mar Nero. Abbiamo salito e ridisceso strette vallate percorse da torrenti impetuosi e gonfi, le cui acque scure testimoniano delle piogge di questi giorni. Salite e discese ripide, senza soluzione di continuità, fino all'ultimo "tuffo" su Samsun, 30 km. di discesa, dai 700 m. dell'ultimo valico alla riva del mare. Due soste sole, oggi, una al 45° km per colazione (quella dell'albergo è stata insufficiente) e una per un caffè e the caldi, dopo l'ultima rampa, al km. 80, in un locale riscaldato nei pressi di un distributore. Sono molto frequenti, in Turchia, questi piccoli "bar ristoranti", molto alla buona, annessi alle stazioni di servizio lungo le strade di lunga percorrenza,  Si fermano i molti camionisti in transito e si consuma un pasto completo a poche lire (2-3 mila lire italiane).

Alle 14 siamo a Samsun, 300 mila abitanti, la più grande città costiera. Siamo sul mare, finalmente, anche se con questo cielo non è un bel vedere. Vi arriviamo dall'alto e capiamo perché si chiama "nero" questo mare, atteso da una settimana. Ma con il sole sarebbe, probabilmente, diverso.

Avevamo letto, sulle guide, della piovosità, specie in maggio, di queste zone costiere. Ma non pensavamo fino a questo punto. Nono giorno in Turchia, ottavo di brutto tempo.

L'entrata in città è quasi trionfale: due auto della polizia, sei  moto, un'altra auto della federazione ciclistica. Ci sono più addetti al servizio d'ordine che ciclisti! Ci pare esagerato, perfino, quando si inserisce nel corteo anche l'auto della TV che riprende l'arrivo nel vialone davanti al municipio. Ci saranno almeno venti fotografi ad attenderci, e molti curiosi. La polizia ci fa percorrere tutto il viale lungo  il quale ogni lampione porta una bandiera turca, poi si porta sul controviale e torniamo in direzione opposta fin davanti al municipio. Lì ci attendono il sindaco, il responsabile della sicurezza, il direttore del centro sportivo di Samsun, il responsabile della viabilità. Una interprete ci pone, in inglese, delle domande a nome di tutti costoro: come abbiamo trovato le strade, se siamo stati soddisfatti dell'accoglienza e del trattamento della polizia, che messaggi portiamo alla città di Samsun, se siamo già stati in Turchia, se ci hanno donato anche in altri posti dei fiori. Già, perché, ulteriore sorpresa, a ciascuno di noi viene donato un mazzo di fiori, che Genesio vorrebbe portare in Italia perché sono fiori veri, belli e profumati, non come quelli dell'albergo di ieri (di plastica, anche se sembravano veri). Ci viene la pelle d'oca a vedere tale accoglienza. E i fotografi impazziti a scattare foto: sembrano tanti paparazzi e la scena ci sembra quasi finta, una commedia insomma.

Poi l'incontro ufficiale, e il the, al centro sportivo, con scambio di pergamene e i saluti. Ci mettono a disposizione l'ufficio per l'aggiornamento del sito stasera.

Tutto corre troppo veloce, anche se stiamo viaggiando in bici. Ci vorrebbe un po' più di tempo per gustare ciò che accade intorno a noi e a questo evento, per interiorizzare certi incontri o esperienze. Invece rischiamo semplicemente di "consumare"  anche questi piccoli episodi  quotidiani che sono, invece,  il sale di questa nostra grande avventura.

 

Ma "non c'è tempo: bisogna pedalare". Domani si continua: iniziamo i quasi 500 km di costa fino al confine con la Georgia. Sarà nostro compagno il Mar Nero, e, speriamo, un po' di sole. Ce lo meriteremmo.

 

Il punto tecnico

 

Partenza alle 8.15, arrivo alle 14.

Strada e traffico come ieri. Fondo leggermente peggiore negli ultimi km. Quattro piccoli passi da superare, poi la picchiata su Samsun, in riva al mare.

Ore effettive di corsa 5,  media 23 km/h circa

Km. percorsi 120

Km. totali 2699