13 maggio, domenica
Tosya - Merzifon di km. 142
(totali: 2579)
La bella giornata di ieri
non ha avuto seguito oggi. Ci siamo alzati con la
pioggia e il freddo (soltanto un giorno buono su nove per noi, in Turchia) ma i
primi km. sono stati comunque percorsi speditamente: la pioggia non forte e il
traffico poco intenso (anche oggi camion più che auto) hanno consentito una
marcia regolare. Continuiamo ad attraversare questo altopiano (Monti del Ponto) coltivato a risaie, dove i contadini con gli
stivali, affondando nel fango oltre il ginocchio, asportano con badili o
rastrelli la terra dal centro della risaia per rinforzarne il perimetro. Il
fiume che scorre nella valle è pure esso limaccioso. La strada va decisamente verso est, su e giù,
come al solito e il paesaggio, lentamente, cambia.
L'erosione degli agenti atmosferici crea pittoresce forme nelle montagne circostanti: non sono veri
e propri calanchi, nè piramidi di terra, ma ricordano
vagamente i "camini di fata" della Cappadocia.
Si scende fino ad Osmancik, 410 m. di altitudine, poi
si riprende a salire lungo il letto di un nuovo torrente, più simile ai nostri
torrenti montani e meno limaccioso del precedente. La pioggia, intanto, è
cessata, e la strada si è quasi asciugata. Dopo la
sosta per un caffè la nostra marcia riprende, in una valle che si fa sempre più
stretta, mentre la strada sale in una gola nella quale il torrente si è scavato
una galleria che gli consente di aprirsi un varco verso la vallata sottostante.
E' l'ora consueta della pasta (ore 13 in punto): Enzo
ed Ibrahim, quando ci vedono arrivare, buttano i rigattoni e in dieci minuti le nostre bocche sono già al
lavoro. Offriamo il pranzo anche alla polizia. Ah già, dimenticavo: come d'incanto è riapparsa la scorta, ma, dopo una ventina di km. scompare "furtivamente" così come era apparsa. I nuvoloni neri incombono minacciosi e ovunque puntiamo gli
occhi per scorgere un varco di luce rimaniamo delusi. Scolliniamo
a 960 m. di quota, proprio mentre la pioggia riprende con grossi goccioloni. Mettiamo la mantellina per l'ultima discesa, la
pioggia cessa e, a dieci km. da Merzifon, quando
ormai ci sentiamo al sicuro, si alza un tremendo vento trasversale che ci
costringe a disporci a due a due per evitare che le forti raffiche ci facciano
cadere. Entriamo in città accompagnati da lunghi e sordi tuoni che sentiamo
correre sulle nostre teste e riprende la pioggia, anzi un acquazzone, che nei
cinque minuti che impieghiamo per raggiungere l'albergo ci inzuppa e ci infanga
da capo a piedi (e pensare che ormai eravamo asciutti!).
Come anticipato ieri,
oggi abbiamo solo pedalato, senza parlare di elezioni politiche in Italia,
anche se tutti ci abbiamo pensato. Ma durante la sosta
caffè, quando si è avvicinato un turco con un giornale locale, si è udito un
urlo di T.: "Guardate, c'è anche qui la foto di
quel p........"! E G. di rimando: "Se vince
lui, domani pago da bere a tutti"!
Il punto tecnico
Partenza alle 8.15,
arrivo alle 16.00.
Strada e traffico come
ieri. Prevalentemente in discesa la prima parte, poi da quota 410 si sale a 960 per ridiscendere a circa 700.
Ore effettive di corsa 5h
25m, media 25 km/h circa
Km. percorsi 142
km. totali 2579