11 maggio, venerdì

 

Bolu - Cerkes di km. 129 (totali: 2327)

 

Finalmente ritroviamo le"nostre montagne"!

Tappa divertente, anche se, ancora una volta, partiamo che minaccia pioggia, fa freddo, e nuvoloni neri non promettono alcunchè di buono. Ci avviamo verso l'interno dei monti del Ponto e dopo 20 km. una breve salita ci porta a quota 1050. Breve discesa, poi si riprende a salire. Salite di 1-2 km. seguite da brevi discese e poi ancora su, con lunghissimi rettilinei che lasciano intravedere, da lontano, le montagne russe che ci attendono. Comincia il bosco, poi il pascolo, verde, molte greggi, e ci troviamo a Gerede, 1450 m. di altitudine, in un altopiano che ci ricorda molto il nostro passo Vezzena.

 Gerede è una località di villeggiatura, è abbastanza grande e a pochi chilometri di distanza ci sono impianti per gli sport invernali. Lasciamo la strada che porta ad Ankara e proseguendo per la D100 attraversiamo a lungo un altopiano situato tra i 1000 e i 1200 metri, sempre con varie montagne russe. Ritroviamo gli spazi aperti e la solitudine che solo le nostre montagne sanno darci e per un po' immaginiamo di essere come a casa.

Fa ancora freddo, ma il sole si mostra sempre più spesso tra le nuvole e la pressione sembra in aumento.

Scendendo nella parte più bassa dell'altopiano entriamo in una valle fluviale che risaliamo con ampie curve: la strada diventa più regolarmente pianeggiante, e corre accanto alla ferrovia. Quando un trenino merci, con un rumore assordante, ci sorpassa entrando in un piccolo e stretto canyon, ci sembra di essere nel Far West. Il paesaggio diventa quasi bucolico e, alle 13, puntuale come promesso, ai margini di un boschetto sotto la strada, troviamo Enzo che sta scolando la pasta aiutato da  Ibrahim. Ripartiamo di buon umore, anche perché il sole, finalmente, ha partita vinta sulle nuvole. Gli ultimi chilometri sono perfettamente pianeggianti e il vento a favore ci inviterebbe a proseguire oltre Cerkes, la sede di tappa prestabilita. Ma qui, non so come (forse Murat, il presidente della società di cicloamatori, conosciuto a Istanbul) sono stati avvertiti del nostro arrivo. La polizia ci conduce nell'ufficio del "governatore" (così si chiama qui il sindaco) di questo paese e così ci trovano una sistemazione per questa sera. Il paese non offre molto, probabilmente non ha un hotel, sembra un paesetto agricolo un po' malandato, così veniamo sistemati 6 km. fuori centro, in un cottage all'interno di un'area pic nic. Ambientazione stupenda, con boschetti, laghetti, tavoli da picnic, solitudine, come piace a molti di noi. Nel cottage otto posti letto, soggiorno, cucina, bagni e, soprattutto, tanto spazio intorno. Il tutto, per una notte, a 35 milioni di lire turche (70 mila lire italiane). Restiamo ampiamente nel budget. Stasera ci prepareremo la cena qui, così pure la colazione domattina, e con noi starà pure l'autista Ibrahim che è entrato a far parte del nostro gruppo a pieno titolo. Finché scrivo queste note lui ha preparato il tè turco per tutti e me lo sta offrendo in questo momento. A domani.

 

Il punto tecnico

 

Partenza alle 8.45, arrivo alle 16.00.

Strada con fondo buono, sempre meno trafficata (anche se il traffico è pesante), ogni tanto a doppia carreggiata, ma sempre sufficientemente larga e abbastanza sicura. Varie salite, anche lunghe, per un dislivello totale valutabile sui mille metri. Può essere considerata  la prima tappa di montagna, quota massima 1450 metri s.l.m.

Ore effettive di corsa 6,  media 20 km/h circa

 

Km. percorsi 129

km. totali 2327