8 maggio, martedì
Sosta a Istanbul (totali 1908).
Doveva essere un'altra giornata
di riposo, invece ....
Al mattino vengono
scaricati tutti i bagagli dal furgone, mentre alcuni riprogrammano
completamente l'itinerario sul mar Nero seguendo le indicazioni dei ciclisti
turchi. Un salto veloce al mercato delle spezie mentre il nostro
corrispondente turco Adil ottiene i visti per
l'Azerbaijan. Genesio al pomeriggio con Enzo ottiene
quello suo per il Turkmenistan. Il tutto ci costa 750 dollari.
Enzo riesce almeno a
visitare Santa Sofia, mentre dobbiamo rinunciare ai mosaici di San Salvatore in
Chora per la chiusura del martedì. Il problema più
grande si rivela l'imbarco del nostro furgone per Trieste. Dal 15 alle 20.30 Adil, Alberto ed io andiamo prima al porto asiatico di
Istanbul, poi alla dogana, e, passando da un ufficio all'altro, sganciando ogni
tanto una ventina di dollari, riusciamo a ottenere i documenti di imbarco. Assistiamo pure ad uno show del cane antidroga che
cerca la "roba" proprio nel nostro furgone. Ma più di qualche
pastiglia di Enervit non trova!
Il rientro nella Istanbul
europea ci ripaga della fatica e del tempo perso. Nel
traghettino che attraversa il Bosforo godiamo di una visione nuova e fantastica
della città di notte: le luci che illuminano i minareti delle moschee, la torre
di Galata, il palazzo Topkapi, mille luci di contorno in questo alveare di 13
milioni di abitanti, il tutto con un forte profumo di mare che riempie narici e
tutta la testa. Indimenticabile.
"L'ultima cena"
a Istanbul, tutti assieme, poi l'aggiornamento del sito, l'internet caffè ..... neanche stasera si va a letto presto!
Domani sveglia alle 5.30
per caricare il nuovo minibus. E inizia una nuova fase della spedizione, quella
turco-caucasica. L'autista del furgone è turco e non
parla che il turco, speriamo bene. Gli insegneremo a cucinare la pasta.
Buona notte.