5 maggio, sabato
Svilengrad (Bulgaria) - Corlu
(Turchia) km. 165 (totali 1782).
Lasciamo il carcere albergo
alle 7 appoggiandoci al furgone per la colazione. Alle otto arriviamo alla frontiera dove
perdiamo un'ora e mezzo per espletare le procedure di transito
(cinque controlli Bulgari e quattro
Turchi) ma rimaniamo di buon umore e ci sentiamo milionari quando al cambio ci danno 22 milioni di lire turche
per 20 dollari. Non si devono quindi preoccupare gli sponsor se
oggi abbiamo speso quasi un miliardo di lire turche perché il budget è rispettato.
Già subito al di là della
frontiera vediamo i primi minareti. Ma
il vero spettacolo appare entrando in Edirne, la
vecchia Adrianopoli:
lo skyline della moschea con i suoi minareti
entusiasma Enzo, che ci lascia per andare a fare il suo lavoro di fotografo.
Noi, invece, capitiamo nel bel mezzo di una festa, ed è una festa per noi: la
gente ci saluta ed applaude, i ragazzini corrono velocemente dai cortili ai
bordi della strada per incitarci, un'auto di giornalisti ci
"insegue", ripetutamente si ferma per
riprenderci, e alla fine ci fermano per una breve intervista. La polizia, inoltre, inaspettatamente ci
offre la sua scorta per 130 km, fino alla fine della tappa
a Corlu, bloccando il traffico ad ogni semaforo delle
città attraversate.
Ci sentiamo quasi
imbarazzati quando la carovana, formata da due auto e una moto della Polizia,
il nostro furgone e gli otto ciclisti, provoca una coda di qualche km di vecchi
veicoli pesanti (camion, corriere e trattori) e la nostra sensibilità ci spinge
a fermarci ogni tanto per allegerire l 'ingorgo ma anche per rinnovare le scorte d'acqua dei
ciclisti.
Il paesaggio è mutato
appena varcata la frontiera. Sembra incredibile che appena qualche km. entro il
territorio turco la mano dell'uomo abbia così profondamente inciso sulla
fisionomia del territorio: assenza quasi completa di vegetazione arborea,
sfruttamento intensivo della terra con
frutteti, pascoli e coltivazione di ortaggi. Ci si rende immediatamente
conto di una densità di popolazione molto elevata, ci sono alcuni grossi stabilimenti
industriali ed un intensissimo transito di pendolari su una colonna continua di
vecchie corriere. In Turchia le corriere sono in assoluto il mezzo più
utilizzato; il servizio ferroviario non è molto efficiente e (per fortuna) non
tutti hanno o utilizzano auto private.
Corlu è una grossa cittadina senza particolari attrattive ma al tramonto il canto dei muezzin ha un fascino particolare e
ci fa capire che il nostro viaggio verso oriente prosegue….
Salek Alameluk
Il punto tecnico.
Non un chilometro di
pianura, oggi. Solo salite seguite da discese,
continuamente. E neppure una curva, ma solo lunghissimi rettilinei.
L'alimentazione in corsa esige un maggior apporto di liquidi
(oggi 6 litri ciascuno) data la temperatura elevata (a lungo oltre i 33°)
Partenza ore 7.20. Arrivo
ore 17.45.
Ore di bici 7 e 25m (con le soste10h 25m).
Km. percorsi:
165
Km. totali:
1782