28 aprile, sabato
Kutina - Dakovo di km. 170 (tot. 672)
Sarebbe troppo bello se
tutte le giornate a venire fossero come oggi! Certo, la ferita dell'incidente
della prima tappa brucia ancora, eccome! Ma giornate "buone" come
questa accendono la speranza e l'ottimismo che Alberto sarà prima o poi con
noi.
Il sole ci ha
accompagnato tutto il giorno e la temperatura è stata ideale per pedalare.
E' stata anche una esperienza storica e didattica: lungo il percorso
abbiamo toccato con mano le ferite della guerra e la speranza di una umanità
che rinasce. L'incontro con la comunità bellunese, in
particolare con Justina e Bernardo,
della zona di Longarone, è proseguita stamattina. A loro è toccato firmare la
pergamena che in tre copie (una per le autorità di Pechino, una per il comune
di Venezia, una per la Fondazione Etica ed Economia) faremo firmare dalle
autorità di tutti i paesi attraversati. Nella sede della comunità italiana
abbiamo utilizzato la linea telefonica per l'aggiornamento del diario: la
centrale dell'albergo era di tipo vecchio e non abbiamo potuto farlo ieri sera.
Abbiamo dovuto modificare
la sede di fine tappa per problemi di alloggio, così
abbiamo allungato l'itinerario previsto.
La prima parte della
tappa, per quasi cento chilometri, corre praticamente tra due file ininterrotte
di case, oltre le quali c'è solo campagna o collina:
casette singole, molto semplici, quasi tutte in bimattoni,
senza malte e intonaci, e che ogni tanto si raggruppano e aumentano di numero
fino a formare un paese. E' una zona fortemente
colpita dalla guerra: le case con i muri crivellati dalle mitragliatrici si
alternano a quelle costruite in mattoni, con la "targhetta" della
Comunità Europea che ha finanziato la ricostruzione. La zona colpita sembra
quasi un'isola (enclave? Pulizia etnica?), poi le file continuano ma non si
vedono più i segni della guerra. Molta gente ci saluta, moltissimi bambini che
stanno giocando nei cortili ci lanciano i loro incitamenti. Verso le 13
troviamo il furgone che ci attende in un parco: l'intraprendenza dell'autista
Paolo dà i suoi frutti perché troviamo il pentolone della pasta già sul fuoco.
E' la prima prova del pranzo autogestito, e funziona
a meraviglia. Una famiglia lì vicino ci offre sedie e tavolino e il gioco è
fatto. Quando ripartiamo la strada sembra quasi in discesa e percorriamo veloci
gli altri 70 chilometri che ci separano da Dakovo.
La
battuta del giorno: è il commento di Genesio dopo aver visto migliaia di case:
"No go visto gnanca un basculante!"
Il punto tecnico
Giorno per giorno, per
successive approssimazioni, stiamo "trovando" la giornata tipo. Oggi
siamo riusciti a pedalare con una regolarità da metronomo. E' stata la giornata
di Genesio, che ha fatto il trenino dal primo metro all'ultimo. E' lui il
nostro metronomo. Ogni tanto alzava la testa guardando
verso l'alto, quasi a cercare la cima del Grappa, e poi via, regolare regolare, con la disponibilità per un "ciao ciao" verso tutti i bambini che salutavano, con
l'esperienza di chi ha nel cervello, prima ancora che nelle gambe, il ritmo
giusto per arrivare tutti a Pechino, senza strafare.
Dopo quattro ore la sosta
pranzo, poi i 60 km. finali. Questa dovrebbe essere l'organizzazione della
giornata tipo. Nessun incidente, nessuna foratura.
Partenza ore 9. Arrivo
ore 17.
Chilometri percorsi: 170
Chilometri totali: 672